Più altruisti ma proccupati per il futuro: la sopresa della ricerca "Gli italiani e la solidarietà dopo il Coronavirus"

Giovedì 10 Settembre 2020

La ricerca su "Gli italiani e la solidarietà dopo il Coronavirus” ha registrato il cambiamento dopo la pandemia della propensione degli italiani, più altruisti ma preoccupati per il futuro, verso il testamento e il lascito solidale. L’indagine è stata diffusa in occasione della Giornata Internazionale del Lascito Solidale (13 settembre) e condotta nell'ultima settimana di giugno 2020 da Walden Lab per il Comitato Testamento Solidale, di cui fanno parte 22 organizzazioni no profit.

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Nel campione, di età compresa tra i 25 e i 75 anni, l’11% degli over 50 dichiara di aver pensato a un lascito solidale in seguito all'emergenza Covid-19, e sono 2 su 10 quelli che hanno fatto o sono propensi a farlo in favore di un'organizzazione no profit, per un totale di quasi 5 milioni e mezzo di persone. La percentuale favorevole quindi rispetto al 2018 è crescita di 8 punti e parallelamente cresce quella di chi dichiara di avere fatto testamento o di essere orientato a farlo: in 4 anni (dal 2016) si è passati dal 13 al 21%.
Dal punto di vista sociale il covid non ha fatto danni: 1 italiano su 2 si sente personalmente più sensibile alle sofferenze e alle difficoltà degli altri; più preoccupato per il bene comune (49%); disponibile a sostenere una buona causa facendo volontariato (31%) o donazioni (25%). Nel corso della pandemia la generosità ha avuto un ruolo importante, più di 6 su 10 intervistati dichiarano di essere stati donatori o sostenitori di cause benefiche; nel corso del 2019, il 21% ha donato a una Onp per una causa solidale, mentre nel primo semestre del 2020 la percentuale raggiunge il 28%, con un incremento di ben 7 punti. A trainare le elargizioni cause legate all'emergenza sanitaria: i tre quarti dei benefattori infatti hanno sostenuto la Protezione Civile ed altri enti coinvolti nelle risposte all'emergenza sanitaria.
Se il futuro del Paese sembra non destare troppi pensieri, è su quello personale che le cose cambiano: a fronte di un 30% convinto che la propria posizione sia destinata a peggiorare, solo un 25% vede il proprio futuro in risalita. Per il restante 46% tutto resterà com'è.
Nel momento della crisi, il Terzo settore ha un ruolo chiave a supporto dell'emergenza socio-sanitaria e anche le PMI sono percepite come attori sociali importanti per la ripresa: il 55% degli intervistati pensa che abbiano fatto bene la loro parte, il 68% è convinto che possano giocare un ruolo decisivo.

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