Pisa, il cadavere carbonizzato è di Francesco Pantaleo: lo studente 23enne scomparso

Venerdì 30 Luglio 2021
Francesco Pantaleo, 23enne carbonizzato

Il corpo carbonizzato rinvenuto domenica sera nelle campagne di San Giuliano Terme, in provincia di Pisa, è di Francesco Pantaleo. Il 23enne di Marsala, Trapani, scomparso da Pisa il 24 luglio. Il suo corpo è stato trovato carbonizzato ed è stato possibile identificarlo solo attraverso i campioni di Dna concessi dai genitori agli inquirenti.

 

 

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Lo si apprende da ambienti investigativi. Il giovane risultava irreperibile da giorni, dopo l'allarme lanciato dalla famiglia che risiede in Sicilia, e nella sua abitazione erano stati trovati tutti i suoi effetti personali, compresi i suoi occhiali da vista. Da chiarire le circostanze della morte.

Francesco Pantaleo, 23 anni, era iscritto a Ingegneria informatica e avrebbe dovuto sostenere l'ultimo esame del corso di laurea triennale. Abitava insieme ad altri due studenti in un alloggio in una zona a ridosso del centro, nella zona nord di Pisa. Sarà l'autopsia, che verrà eseguita la prossima settimana, a stabilire le cause della morte.

 

 

I genitori, in questi giorni, dopo avere dato l'allarme, non hanno saputo spiegare i motivi della sparizione del figlio. Nelle scorse ore sulla pagina Fb spotted Unipi, molto frequentata da universitari pisani, una ragazza, rimasta anonima, aveva indirizzato una lettera-appello al giovane sparito nel nulla: «Non ti conosco ma ho avuto il sospetto che sulla tua scomparsa c'entrasse l'università e sai perché? Perché ci sono passata anche io e tantissime volte avrei voluto lasciare tutto perché mi sentivo così in difetto e una continua delusione per i miei genitori. Anche io studiavo ingegneria informatica e più che un corso di laurea per me era una sofferenza».

 

 Francesco Pantaleo risultava irreperibile da sei giorni. L'allarme era stato lanciato dalla famiglia che abita in Sicilia, dopo che i genitori non erano riusciti a mettersi in contatto con il figlio. Nella casa del giovane, studente universitario dell'Ateneo di Pisa, sono stati trovati tutti i suoi effetti personali, compresi occhiali da vista, oltre al pc e all'iphone.

 

I genitori avevano rivolto appelli al figlio affinché si facesse vivo e tornasse a casa. Ma oggi pomeriggio ai carabinieri del comando provinciale di Pisa, che già indagavano sul ritrovamento del cadavere carbonizzato, hanno ricevuto il responso dei test del Dna: l'esame eseguito presso il Laboratorio di Genetica dell'Istituto di Medicina Legale di Firenze ha confermato che si tratta dello studente universitario scomparso.

 

 

L'autopsia sarà svolta entro la prossima settimana. L'esame autoptico, secondo fonti investigative, permetterà di capire se eventualmente siano stati inferti dei colpi esterni dal momento che il corpo, ritrovato in avanzato stato di combustione, non lo ha consentito con la sola ricognizione cadaverica esterna da parte del medico legale. Vicino al corpo non sono state trovate taniche o contenitori con liquido infiammabile e nemmeno veicoli riconducibili al ragazzo. Lo studente sarebbe, quindi, arrivato a piedi sul luogo in cui è stato ritrovato oppure portato da qualcuno.

Ultimo aggiornamento: 31 Luglio, 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA