Nuoro, piercing e unghie lunghe vietate al liceo: 400 studenti in sciopero

La preside del liceo ha motivato i divieti per questioni di sicurezza in palestra e contro gli infortuni

la protesta degli studenti del liceo «Sebastiano Satta» a Nuoro
la protesta degli studenti del liceo «Sebastiano Satta» a Nuoro
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 1 Dicembre 2021, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 17:55

Protesta degli studenti a Nuoro contro il divieto di piercing, unghie lunghe imposto dalla preside del liceo delle Scienze Umane e Musicale «Sebastiano Satta». Non solo. Tra le restrizioni e i divieti anche l'obbligo di consegna dei cellulari prima delle lezioni e il fatto che si possa andare ai distributori automatici di bibite e cibo una sola volta e uno per classe con le ordinazioni.

In 400 tra ragazze e ragazzi sono così scesi in sciopero, come riferiscono i quotidiani sardi, e oggi la protesta prosegue con un presidio all'esterno dell'edificio scolastico. Aperto un confronto serrato tra una delegazione di manifestanti e la dirigente Carla Marchetti che ha motivato il divieto a unghie lunghe e piercing per questioni di sicurezza in palestra.

Leggi anche > Studenti liceali maschi in gonna, il prof si rifiuta di fare lezione e li caccia: il caso a Storie Italiane

«Oggi sono entrati in classe meno studenti di ieri - racconta all'Ansa Carmen, che staziona con i suoi compagni all'esterno del liceo - Troviamo che le restrizioni siano esagerate. Quella che pesa di più è il fatto di non poter andare ai distributori automatici, se non una sola volta e uno studente per classe. Se abbiamo bisogno di una bottiglietta d'acqua in un altro momento non possiamo più andare. Ma pesano anche gli altri divieti e continueremo a protestare finché la preside non ci viene incontro». La dirigente ha spiegato a studenti e studentesse l'esigenza del rispetto delle regole anti Covid contro gli assembramenti, motivando il divieto di unghie lunghe e piercing per questioni di sicurezza legate all'attività fisica in palestra e ricordando che i cellulari da sempre devono essere consegnati prima delle lezioni. Ma i ragazzi e le ragazze non vogliono sentire ragioni: «Dobbiamo riuscire a strappare alcune concessioni alla preside, solo così - annunciano - torneremo in aula». 

Il confronto avviato dalla dirigente Carla Marchetti con una delegazione di studenti al momento però non ha sortito gli effetti sperati dai ragazzi, in sciopero da due giorni contro la 'stretta' imposta dai regolamenti. «Con i ragazzi stiamo trattando sulla possibilità di uscire in cortile per 20 minuti all'ora di ricreazione osservando il distanziamento, ma sulle regole sanitarie in istituto e su quelle date dai professori non si discute - chiarisce all'Ansa la preside Marchetti - Ho sollecitato il rientro a scuola domani e spero che lo facciano», è il suo auspicio. Nessuna apertura, dunque. Così solo uno per classe potrà andare a rifornirsi al distributore automatico, prendendo le ordinazioni degli altri studenti, «presente il bidello che disinfetta».

Quanto al deposito dei cellulari, la dirigente spiega che «si tratta di un inasprimento delle regole deciso dal collegio dei docenti e operativo da sabato scorso. Diversi ragazzi infatti sono stati trovati durante l'utilizzo dei libri digitali su tablet a fare l'hot spot collegandosi a internet: il telefono quindi possono tenerlo ma spento». La preside si dice invece 'incolpevole' sul divieto di piercing e unghie lunghe. «Io non c'entro niente, sono i dettami - precisa - del regolamento stabilito dal dipartimento di Scienze Motorie sulla sicurezza in palestra e contro gli infortuni, accaduti anche nella nostra scuola». Delusi gli studenti. «A parte il punto sulla ricreazione, su tutti gli altri la dirigente non si è mossa di un millimetro - denunciano - Dobbiamo ancora discutere per condividere come proseguire nella protesta. Certo - avvertono - su queste basi non crediamo si possa tornare a scuola domani». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA