Taranto, Philip Morris investe 100 milioni di euro nel centro di assistenza digitale ai consumatori. Nasceranno 400 posti di lavoro

Venerdì 6 Novembre 2020
Taranto, Philip Morris investe 100 milioni di euro nel centro di assistenza digitale ai consumatori. Nasceranno 400 posti di lavoro

100 milioni di euro d'investimento in 5 anni, in una delle città italiane, Taranto, dove il lavoro è un miraggio per molti. Nella città pugliese, Philip Morris Italia crea 400 posti di lavoro, realizzando il “Digital Information Service Center” (DISC), un centro di assistenza digitale, dotato delle tecnologie più innovative, rivolto ai consumatori italiani dei prodotti per il tabacco senza combustione. L'annuncio del nuovo centro è stato dato nel corso dell'incontro online “Le filiere integrate per il rilancio del Paese”, organizzato in collaborazione con The European House - Ambrosetti e Philip Morris Italia

A dare la notizia dell'importante investimento, Marco Hannapel, Presidente e Amministratore Delegato di Philip Morris. «Taranto per me è stata una grande sorpresa, una città molto bella ed in trasformazione, che può gestire nuovi business e forme di sviluppo economico. Nel 2011 Philip Morris ha lanciato un'integrazione verticale con Coldiretti nella filiera agricola, rinnovata lo scorso anno con la ministra Bellanova - ha affermato Hannapel, che ha sottolineato l'impatto di Philip Morris nella filiera agricola - acquistiamo il 50% del tabacco in Italia, con produzione 100% di Coldiretti, in un accordo su base quinquennale». Se Taranto è l'ultimo investimento forte della multinazionale, risale al 2016 l'apertura di uno stabilimento a Crespellano, nel bolognese, che per Philip Morris rappresenta «il più grande investimento al mondo di 1,1 miliardi di euro». 

Dopo un' iniziale fase di test, svolta durante la prima ondata della pandemia, il centro IQOS di Taranto sarà dotato dei più avanzati e innovativi sistemi di customer relationship management, basati su una completa digitalizzazione dei processi e sull’uso delle tecnologie cloud. «Dopo la costruzione a Bologna del primo impianto industriale al mondo per questi prodotti innovativi, dopo gli importanti accordi pluriennali per l’acquisto del tabacco italiano e lo sviluppo sostenibile della filiera tabacchicola, continuiamo a investire per una piena integrazione della nostra filiera in Italia - ha aggiunto l'AD di Philip Morris Italia - una filiera made in Italy, fatta di circa 8 mila imprese italiane di fornitura di beni e servizi, di cui 1.000 attive nel settore agricolo, con cui lavoriamo ogni giorno».

«Dopo l'emergenza Covid, le catene del valore saranno completamente ridisegnate, nelle filiere si dovrà sperimentare una diversa solidarietà tra gli attori, e molto dipenderà dal rapporto tra produttori e cittadini» ha sottolineato il giornalista Ferruccio De Bortoli, che ha moderato il webinar. E proprio in merito al valore economico rappresentato dalle aziende presenti sul territorio italiano, Emiliano Briante, senior consultant The European House - Ambrosetti, ha presentato i dati relativi all'impatto industriale di Philip Morris sul sistema Italia, che «rappresenta un attore rilevante nell'ecosistema italiano, in forte crescita, per un totale di 2460 occupati, con una crescita del 185% in 5 anni, al secondo posto in Italia per crescita di occupazione nelle grandi imprese, con 2,2 miliardi di euro di ricavi, 650 milioni di export».

«Philip Morris (nel 2018) ha acquistato 470 mln di euro in forniture di beni e servizi da oltre 7 mila imprese italiane, coinvolgendo diverse filiere economiche, agricole, industriali, commerciali. Redditi che poi tornano sul territorio con l'acquisto di beni e servizi, contribuendo al PIL del paese per 8,7 miliardi, pari allo 0,5% del totale. Solo nella filiera agricola, con l'acquisto di tabacco italiano, Philip Morris sostiene 22.500 persone», ha concluso Briante.

«Per rafforzare il modello di cui stiamo parlando e cioè le filiere integrate è necessario aumentare la responsabilità sui territori. E mi riferisco soprattutto al fatto di completare fino in fondo il decentramento previsto e quindi di completare il progetto di autonomia che il Presidente della Repubblica ci ricorda essere il processo che rafforza l'unità nazionale», ha considerato, Francesco Boccia, Ministro degli Affari Regionali, nel suo intervento sulle "Filiere integrate per il rilancio del paese".

 

«Le filiere sono diventate sempre più integrate a livello mondiale, noi abbiamo necessità di rafforzare le nostre filiere, per la competizione internazionale - ha affermato Mario Turco, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - per migliorare la politica degli investimenti, bisogna semplificare la macchina amministrativa, seppur mantenendo alti i presidi di legalità. Nelle prossime settimane avvieremo un progetto di distretto digitale con il contributo delle imprese che hanno scelto Taranto per il loro business».

 

 

Nel webinar, non manca l'intervento di Coldiretti, che con Philip Morris ha avviato l'accordo per favorire la produzione del tabacco in Italia. «L'accordo Philip Morris-Coldiretti, che vale 5 anni e tocca 4 regioni con 5 mila ettari di coltivazione, è un progetto di filiera che guarda anche all'innovazione tecnologica, che può rappresentare un modello per altre filiere produttive» è stato il commento di Gennarino Masiello, VicePresidente di Coldiretti.

 

«A Taranto si gioca un grande pezzo della credibilità del Governo - ha detto Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud e la Coesione Territoriale -  se riusciamo a realizzare una diversificazione produttiva insieme a un rilancio dell'area industriale in modo sostenibile, abbiamo fatto un pezzo importante del nostro lavoro».

Ultimo aggiornamento: 18:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA