Papa Francesco a 4 anni dal terremoto: «Accelerare la ricostruzione. Non dimentichiamo i migranti morti e le vittime del Covid»

Domenica 23 Agosto 2020
Papa Francesco a 4 anni dal terremoto: «Accelerare la ricostruzione. Non dimentichiamo i migranti morti e le vittime del Covid»

Papa Francesco, dopo l'Angelus di questa mattina a San Pietro, ricorda le vittime del terremoto del Centro Italia, alla vigilia del quarto anniversario della tragedia, ma non solo. Nelle parole del Pontefice ci sono pensieri anche per le vittime del coronavirus e per i tutti i migranti morti nel Mediterraneo come in tutto il mondo.

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Erano le 3.36 del 24 agosto 2016 quando un devastante terremoto, al confine tra Lazio e Marche, distrusse i centri di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. Fu l'inizio di un lungo sciame sismico che coinvolse altre regioni, tra cui Umbria e Abruzzo, ma a quattro anni di distanza la ricostruzione è ancora lontana dall'essere completa. Per questo, Papa Francesco ha lanciato un appello: «Rinnovo la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, perché possano andare avanti con solidarietà e speranza. E mi auguro che si acceleri la ricostruzione, affinché la gente possa tornare a vivere serenamente in questi bellissimi territori dell'Appennino».

Papa Francesco ha poi parlato del dramma dei migranti: «Il Signore ci chiederà conto di tutti i migranti caduti nei viaggi della speranza: sono state vittime della cultura dello scarto. Domani, 24 agosto, ricorre il decimo anniversario del massacro di 72 migranti a San Fernando, Tamaulipas, in Messico. Erano persone di diversi Paesi che cercavano una vita migliore. Esprimo la mia solidarietà alle famiglie delle vittime che ancora oggi invocano giustizia e verità su quanto accaduto».

In piazza San Pietro, questa mattina, c'era anche una famiglia di Bergamo, la provincia italiana più colpita dal coronavirus. Proprio per questo, Papa Francesco ha parlato così: «Questa mattina ho sentito la testimonianza di una famiglia che ha perso i nonni, senza poterli congedare e salutare, nello stesso giorno. Tanta sofferenza, tante persone che hanno perso la vita, vittime della malattia; e tanti volontari, medici, infermieri, suore, sacerdoti, che anche hanno perso la vita. Ricordiamo le famiglie che hanno sofferto per questo».

Ultimo aggiornamento: 19:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA