Palermo, 150 presidenti di seggio rinunciano. Colpa della partitissima dei rosanero di stasera? E il voto per il sindaco piomba nel caos

Stasera i rosanero al Barbera si giocano la promozione in serie B

Palermo, 150 presidenti di seggio rinunciano. Colpa della partitissima dei rosanero di stasera? E il voto per il sindaco piomba nel caos
di Totò Rizzo
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Domenica 12 Giugno 2022, 13:31 - Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 16:52

Palermo divisa tra politica e calcio (l'elezione del nuovo sindaco dopo il decennio di Leoluca Orlando sulla poltrona di Palazzo delle Aquile e la partita decisiva per la promozione in B dei rosanero stasera al "Barbera" contro il Padova) piomba nel caos per le votazioni amministrative. A tarda mattinata erano diversi i seggi non ancora aperti per le defezioni di circa 150 presidenti che ieri sera hanno improvvisamente rinunciato all'incarico, gettando nel caos gli scrutinatori dei seggi stessi e i palermitani: i più fortunati hanno dovuto sobbarcarsi code di oltre un'ora per poter votare, se la sono vista brutta invece quelli che, presentatisi con la scheda elettorale in mano, fino alla tarda mattinata sono stati pregati dai vigili urbani di tornare a casa ("il presidente sostituto si sta appena insediando") e di tornare alle urne (che si chiudono alle 22) solo dal primo pomeriggio.

Election day, caos a Palermo. Mancano i presidenti dei seggi. Denunce e atti in Procura

Una vergogna tra disorganizzazione, inefficienza dell'apparato amministrativo (fiaccato nei giorni scorsi anche da un attacco di hacker ai danni della rete telematica del Comune) e mancanza di senso civico (i presidenti che non si sono presentati all'ultimo momento sono già stati denunciati) per la quinta città d'Italia. 

Ovvio che molti (soprattutto tra i candidati) hanno auspicato un annullamento della giornata elettorale e sono stati frenetici e nervosi i contatti per tutta la mattina tra Prefettura e ministero degli Interni. Ma il Viminale intorno alle 12,30 ha gettato acqua sul fuoco con la notizia che erano stati nominati e si stavano insediando gli ultimi presidenti di sezione mancati a causa delle rinunce incredibilmente numerose. Presto  - ha assicurato il ministero - le operazioni di voto saranno regolari in tutte le 600 sezioni cittadine. Per ovviare ai disagi (molti cittadini stamattina, rimandati a casa, hanno dichiarato che non sarebbero più tornati, alcuni per protesta, altri per impegni di lavoro o perché in partenza per motivi personali)  sono state accorpate alcune sezioni ancora chiuse a quelle già operative.

Alcune forze politiche hanno anche chiesto che venga proporagata la possibilità del voto a domani, dalle 7 alle 14, ipotesi che il Viminale comunque sembra non aver preso finora in considerazione. L'unica certezza è quella di poter far votare chi è ancora in coda questa sera oltre le 23 (nonostante una prevedibile situazione delicata dell'ordine pubblico nel post-partita allo stadio).

Ma anche se la caotica giornata elettorale dovesse concludersi con una parvenza di normalità, saranno decine, da domani, i ricorsi e le denunce già annunciati dai vari schiaramenti e dai candidati in campo. 

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