Ornella Florio morta a 39 anni dopo un festino: non fu suicidio. Condannato il fidanzato

Dall’esame autoptico emerse che invece fu un cocktail di alcol e cocaina a causare la morte di Ornella

Da una serie di indagini è emerso che la 39enne Ornella Florio non si è suicidata ma è stata uccisa dal fidanzato
Da una serie di indagini è emerso che la 39enne Ornella Florio non si è suicidata ma è stata uccisa dal fidanzato
3 Minuti di Lettura
Domenica 5 Giugno 2022, 11:25 - Ultimo aggiornamento: 13:21

Svolta nelle indagini sulla morte di Ornella Florio, la 39enne dipendente di un istituto di credito e originaria di Apricena, ritrovata senza vita la mattina del 7 luglio 2017, nel suo appartamento di via Lago di Bolsena, a Pescara. Diversamente da quanto detto all'inizio, Ornella non si è suicidata. Il gup del Tribunale locale, Fabrizio Cingolani, per la vicenda ha ritenuto il compagno della donna, Luca Orsini, commercialista 50enne di Pescara, responsabile dei reati di abbandono di incapace aggravato dalla morte e vilipendio di cadavere. E' stato condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione.

Leggi anche > Auto trafitta dal guardrail sulla tangenziale, Alessandra morta a 28 anni. Era una maestra d'asilo

La mattina del 7 luglio 2017 il compagno di Florio, dopo avere trascorso la notta a casa di quest’ultima, allertò la polizia di Pescara, riferendo loro che Ornella si era uccisa impiccandosi al termosifone del bagno. «Ma quella del suicidio è una tesi che non ha mai convinto i familiari della vittima, che hanno nominato come consulenti il prof. Vittorio Fineschi, ordinario presso la Università La Sapienza di Roma, tra i massimi esperti della medicina legale, specializzato peraltro nei casi di impiccamento, sui quali vanta grande esperienza e pubblicazioni, e la dott.ssa Carmina Dambra» spiega l’avvocato Moffa. «Dall’analisi del solco del collo è emerso che Ornella fu sospesa al termosifone dopo la morte e che i segni presenti erano stati impressi su tessuti non più vitali».

Per i consulenti, infatti, Ornella sarebbe deceduta in seguito ad un edema polmonare da intossicazione da sostanza stupefacente e alcol e, pur manifestando evidenti sintomi di sofferenza, sarebbe stata «abbandonata» dal compagno, che non diede l'allarme, e anzi, dopo il decesso, avrebbe inscenato il suicidio, dapprima provocandole lesioni al polso sinistro, poi ‘appendendo’ il corpo esanime della povera Ornella al termosifone del bagno.

Dall'autopsia è stato chiarito che non ci fu alcun suicidio: l’anatomopatologo Ildo Polidoro, nella sua relazione, spiegò che la donna aveva dei tagli ai polsi e altri segni sul collo, ma la cintura utilizzata per il presunto suicidio non risultava deformata come sarebbe stato lecito attendersi alla luce del peso corporeo e i segni rinvenuti sul cadavere furono inferti soltanto dopo la morte. 

Dall’esame autoptico emerse che invece fu un cocktail di alcol e cocaina a causare la morte, e che, se i soccorsi fossero stati chiamati per tempo, Ornella Florio si sarebbe potuta salvare. Il mix di alcolici e droga fu assunto la notte prima del decesso, probabilmente nel corso di un festino, dal momento che gli approfondimenti disposti dal gip rivelarono che la vittima aveva avuto rapporti sessuali con un uomo, che non era il fidanzato, e con una donna. Persone che non sono mai state identificate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA