Willy Monteiro, gli amici degli imputati: «Gabriele Bianchi non ha fatto nulla, ecco da chi è partito tutto»

Le testimonianze nel corso dell'udienza al tribunale di Frosinone

Giovedì 7 Ottobre 2021
Willy Monteiro, gli amici degli imputati: «Tutto partito da Pincarelli e Belleggia, Gabriele Bianchi non ha fatto nulla»

Omicidio Willy, un amico degli imputati fornisce una versione diversa rispetto a quanto accaduto nella notte del 6 settembre 2020 a Colleferro. «Tutto è partito da Francesco Belleggia e Mario Pincarelli, i fratelli Bianchi hanno sbagliato a prendere la loro parte», hanno raccontato alcuni amici degli imputati, testimoni dell'omicidio.

 

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Omicidio Willy, il testimone: «Tutto partito da Belleggia»

Nel corso della nuova udienza al tribunale di Frosinone, il primo a parlare è stato Vittorio Tondinelli, amico di Marco e Gabriele Bianchi che si trovava con i due fratelli la notte dell'omicidio di Willy. «Quella sera, insieme ai miei amici Marco e Gabriele Bianchi, a Marco Cerquozzi e a Omar Shabani siamo andati a bere una cosa a Colleferro Eravamo tutti sull'Audi Q7 di Marco. Nel locale Due di picche abbiamo incontrato anche Francesco Belleggia prima e Mario Pincarelli poi. Con tre ragazze, ci siamo intrattenuti a parlare. Io e i fratelli Bianchi ci siamo allontanati, appartandoci con le tre al cimitero di Colleferro» - la testimonianza - «Il telefono di Gabriele suonava, lui stava facendo sesso in macchina e non ha risposto. Poco dopo è squillato anche il mio telefono, ma io ho risposto perché con la terza ragazza ero fuori dall'auto a parlare. Era Michele (Cerquozzi, ndr), ci doveva dire di tornare dove li avevamo lasciati, nella strada dei locali, perché stava succedendo un macello per colpa di Belleggia. Credevo fosse una scusa per farci sbrigare, ma poi ha richiamato, gli ho passato Marco e ci siamo mossi».
Il racconto di Vittorio Tondinelli continua così: «Una volta arrivati vediamo dei ragazzi litigare: ho visto Belleggia e Pincarelli, Omar, Michele e dei ragazzi più piccoli, credo minorenni, che parlavano. Marco e Gabriele sono scesi velocissimi dall'auto per andare verso il gruppo di ragazzi. Tutto è partito con un calcio, io sono sceso poco dopo rimanendo vicino alla macchina con le tre ragazze. I fratelli Bianchi si sono avvicinati, uno dei due ha tirato un calcio colpendo un ragazzo di quella comitiva. Si scagliavano contro chiunque fosse davanti».
A questo punto si parla anche di Willy: «Lo hanno colpito con un calcio fortissimo, è finito di schiena contro una macchina. Da lì ho visto un mucchio di ragazzi, i Bianchi colpivano chiunque si trovasse davanti a loro. Intanto Michele si teneva a distanza, Omar si è fatto andar via la voce da quanto strillava di stare fermi, che non serviva, mentre Belleggia e Pincarelli erano nella mischia. Pure lui impegnato a picchiare».

 

Omicidio Willy, il testimone: «Gabriele Bianchi non c'entra nulla»

«Doveva essere una serata tranquilla, per colpa di Mario Pincarelli e Francesco Belleggia è successo un macello. Urlavo a Marco e Gabriele Bianchi che stavano prendendo le difese della parte sbagliata. Ricordo che Marco colpì Willy con un calcio, Gabriele era dall'altra parte della siepe, non lo ha nemmeno visto». A parlare così è Omar Shabani, amico da dieci anni dei fratelli Bianchi e ai domiciliari per spaccio di stupefacenti nell'ambito di una stessa indagine che li vede coinvolti.
«Mentre Vittorio, Marco e Gabriele si erano allontanati con le tre ragazze, io e Michele Cerquozzi aspettavamo che tornassero nella stessa zona della movida dove si trovavano pure Pincarelli e Belleggia. Il primo provocava tutti, prima togliendo la sigaretta di bocca a uno, poi facendo apprezzamenti a una ragazza con il fidanzato, l'altro si è messo in mezzo, colpendo con il gesso il ragazzo con cui discuteva e facendolo cadere dalle scale» - il racconto del testimone - «Ho detto a Michele di chiamare gli altri, perché venissero a prenderci per riportarci dalle nostre compagne che ci aspettavamo ad Artena, ma non ci rispondevano. Quando sono arrivati Marco e Gabriele, si sono avvicinati a Belleggia e Pincarelli. Sono partiti spintoni, schiaffi e pugni. Ma stavano prendendo le parti di quelli che avevano sbagliato tutto».
Omar Shabani racconta ancora: «Quello che è successo è colpa loro, mi sono buttato verso di loro, erano vicini tutti e quattro. Ho acchiappato Gabriele e gli ho detto di fermarsi, ho urlato dicendo di andarcene. Per un attimo Gabriele mi ha dato retta, Marco si è trovato davanti Willy e l'amico che ha alzato le braccia dicendo che non c'entravano nulla».
Le accuse verso gli altri due imputati non si fermano qui: «Preso forse dall'adrenalina, Marco ha tirato un calcio che ha colpito Willy, facendolo cadere a terra. Belleggia gli ha tirato un calcio in faccia mentre provava a rialzarsi, ancora a terra, mentre Pincarelli infieriva. Ho preso Francesco Belleggia da dietro la camicia, quando siamo saliti in macchina ho iniziato a gridare. Sono convinto che i fratelli Bianchi siano intervenuti in quel modo credendo fossi io ad aver bisogno».

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