Omicidio Polizzi, oggi la sentenza della Cassazione. In aula i familiari e la fidanzata Julia

Giovedì 9 Luglio 2020
Omicidio Polizzi, oggi la sentenza della Cassazione. In aula i familiari e la fidanzata Julia
Oggi dovrebbe essere il giorno della sentenza per l'omicidio di Alessandro Polizzi, il giovane perugino ucciso la notte tra il 25 e il 26 marzo 2013 nella casa in cui viveva con la compagna Julia Tosti. I giudici della quinta sezione penale della Corte di Cassazione, presieduta da Maria Vessichelli, sono chiamati ad esprimersi sul caso dell'omicidio dopo la sentenza della Corte d'Appello di Firenze che ha confermato l'ergastolo per Riccardo Menenti, autore materiale del delitto del giovane Alessandro.

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All'udienza sono presenti oggi i familiari della vittima: il padre Giovanni, il fratello Francesco, la madre Daniela Ricci, oltre alla fidanzata Julia Tosti, sfuggita per miracolo all'agguato mortale. Sono ore di attesa, i loro legali si dicono «fiduciosi» nella conferma della condanne. Alessandro venne ucciso la notte tra il 25 e il 26 marzo del 2013: per la vicenda vennero subito indagati Riccardo e Valerio Menenti.

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Il sostituto procuratore generale della Cassazione Delia Cardia ha chiesto ai giudici della V Sezione penale della Suprema Corte l'inammissibilità dei ricorsi presentati dai legali di Riccardo e Valerio Menenti, condannati all'Appello bis, celebrato a Firenze, il primo all'ergastolo e il secondo a 16 e mezzo per l'omicidio di Polizzi. «Confermare la sentenza di condanna per Riccardo e Valerio Menenti», è stata la richiesta del sostituto pg, alla quale si sono associati gli avvocati di parte civile.

IL PROCESSO In primo grado, il padre viene condannato all'ergastolo mentre al figlio, accusato di concorso in omicidio, viene inflitta una pena di 27 anni. In secondo grado, i giudici di Perugia confermano l'ergastolo per Riccardo e riducono la pena per Valerio a 18 anni assolvendolo dall'accusa di tentato omicidio per Julia. Il processo giunge in Cassazione nel 2018: i supremi giudici annullano la sentenza di secondo grado e rinviano a Firenze. Un anno e mezzo dopo il verdetto dell'appello bis: ergastolo per Riccardo Menenti con isolamento diurno per 18 mesi e 16 anni e mezzo per il figlio Valerio assolto dall'accusa di maltrattamenti nei confronti di Julia. Sia padre che figlio sono tornati in libertà per la scadenza dei termini massimi di custodia cautelare.



SCARCERATO TRA LE POLEMICHE La mancata fissazione dell'udienza da parte della Corte di Cassazione ha fatto sì che l'assassino di Alessandro, reo confesso, sia uscito di galera il 10 gennaio scorso. Circostanza questa che ha fatto scatenare la rabbia dei familiari della vittima. Ma dopo l'istanza depositata dagli avvocati di parte civile, la Corte d'Appello di Firenze emette un nuovo provvedimento restrittivo nei confronti di Riccardo Menenti: l'obbligo di dimora a Todi con divieto di avvicinamento alle persone offese e di firma alla polizia giudiziaria. I legali dei Menenti nel ricorso in Cassazione chiedono per Riccardo il riconoscimento delle attenuanti generiche mentre sostengono che Valerio sia innocente. L'udienza si sarebbe dovuta celebrare il 19 marzo scorso ma il lockdown l'ha fatta slittare ad oggi.  Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA