Morisi, uno dei due ragazzi: «La droga l'ho avuta da lui, quella notte mi ha distrutto la vita». La famiglia: «Da Luca nessun reato»

Il ventenne romeno: «Nella cascina eravamo in tre. Mi sono sentito male e sono scappato»

Morisi, uno dei due ragazzi: «La droga l'ho avuta da lui, mi ha distrutto la vita». La famiglia: «Da Luca nessun reato»
Morisi, uno dei due ragazzi: «La droga l'ho avuta da lui, mi ha distrutto la vita». La famiglia: «Da Luca nessun reato»
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Mercoledì 29 Settembre 2021, 20:32 - Ultimo aggiornamento: 20:58

Uno dei due ventenni romeni coinvolti nella vicenda di Luca Morisi, l'ex guru social di Matteo Salvini, rompe il silenzio. In un'intervista a Repubblica, il giovane racconta di quel 14 agosto: «Quella notte mi ha distrutto la vita, la droga dello stupro l'ho avuta da lui», ha detto il giovane, coinvolto nell'inchiesta che vede Morisi indagato per cessione di stupefacente.

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Nel racconto del giovane ci sarebbero elementi in contrasto anche con la versione fornita dagli inquirenti e dagli investigatori. Lui e l'amico, racconta, sarebbero stati contattati da Morisi via web e il compenso pattuito per la serata era di 4 mila euro, che non sarebbero poi stati pagati. Di quella serata di agosto ha «prove, foto e messaggi che dimostrano che tutto ciò che dico è la verità». «Eravamo in tre nella cascina - racconta il giovane, che sarebbe rientrato ora in patria - con me anche un mio amico connazionale, siamo stati contattati via web».

«Sono un modello ma per necessità faccio anche l'escort. Il compenso era di 4mila euro per una giornata. A un certo punto mi sono sentito molto male a causa delle sostanze assunte, sono scappato dall'abitazione e ho chiamato i carabinieri». Dunque non ci sarebbe stato nessun controllo di routine lungo la strada da parte dei militari, come invece affermato dagli inquirenti. E sarebbe stato sempre lui, dopo aver detto che a dargli la droga liquida era stato Morisi, ad indicare ai carabinieri dove erano nascosti parte dei 2 grammi di cocaina trovati in casa sua. 

La famiglia: «Da Luca nessun reato»

«Nessuna violenza, nessuna costrizione, nessuna certezza sull'origine del flacone con il liquido, nessun quarto uomo: le parole del giovane intervistato da alcuni quotidiani confermano che Luca Morisi non ha commesso reati e ora è vittima di una campagna mediatica guardona e di pettegolezzi di un ragazzo che cerca pubblicità o soldi facili». Così fonti vicine alla famiglia di Morisi.

Morisi pronto a spiegare. Il giallo del quarto uomo

Intanto Morisi è pronto a spiegare cosa è avvenuto a casa sua nella barchessa di Belfiore tra il 13 e il 14 agosto. È pronto a fornire una spiegazione sul perché ci fossero due grammi di cocaina nei piatti in bella vista e perché ci fossero due ragazzi romeni che ai carabinieri, dopo aver lasciato l'abitazione, hanno raccontato di aver ricevuto proprio da lui una boccetta di Ghb, la cosiddetta droga dello stupro. «C'è la piena disponibilità a chiarire tutti gli aspetti della vicenda» dice il legale dell'ex spin doctor della Lega Fabio Pinelli negando però che sia stato Morisi a cedere la droga e ribadendo «l'irrilevanza penale» della sua condotta.

L'inventore della macchina social leghista continua a ribadire la sua versione - «quella boccetta non è roba mia» - e, secondo quanto si apprende, non dovrebbe presentarsi in procura. Dunque, è probabile che affidi la sua versione dei fatti ad una memoria o che lasci ai legali il compito di spiegare quello che, ha ripetuto l'avvocato, «è un fatto che attiene alla vita privata dell'interessato». E Pinelli è tornato a puntualizzare nuovamente un altro aspetto della vicenda che già ieri aveva smentito: non esiste nessun quarto uomo, nella cascina a Belfiore c'erano solo Morisi e i due ragazzi romeni. Versione confermata anche dagli inquirenti e dagli investigatori: a parlare di un'altra persona è stata una vicina di casa che, però, potrebbe essersi confusa.

Un botta e risposta tra la procura e la difesa c'è stato invece sull'iscrizione nel registro degli indagati del ragazzo romeno che nel corso della perquisizione è stato trovato con la boccetta di presunta droga liquida. «Dagli atti nella legittima disponibilità della difesa, risulta sottoposta ad indagine un'ulteriore persona» ha detto Pinelli dopo che il procuratore Angela Barbaglio aveva sostenuto che «l'unico indagato è Luca Morisi. Non c'è nessun altro per questo procedimento». Il capo della procura ha però chiarito poco dopo: «Nell'indagine su Morisi io ho riferito solo ciò che ricordavo quando mi è stata comunicata la notizia di reato, un mese e mezzo fa: e in quel momento riguardava solo la cessione di una sostanza liquida, che i due ragazzi asserivano essere droga. Cosa sia successo dopo - aggiunge - ovvero se il collega Aresu, nel proseguo delle indagini, sia arrivato ad iscrivere una o altre persone, non lo so. Se l'avvocato Pinelli sostiene che oltre a questi c'è un secondo indagato, uno dei due ragazzi, immagino che lo faccia a ragion veduta, avendo contattato il pm per approfondire gli atti dell'inchiesta».

Certo è che nel decreto di nomina del difensore d'ufficio e di convalida della perquisizione e sequestro è scritto che «il pm Stefano Aresu, visti gli atti del procedimento numero...» procede «nei confronti di Luca Morisi» e del ragazzo romeno ai sensi «dell'articolo 73 comma 4» del testo unico sugli stupefacenti (Dpr 1990/309), vale a dire per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti.

Barbaglio, nell'intervista al Corriere, dice però anche un'altra cosa: dal 14 agosto, data della denuncia di Morisi e del romeno, la procura ha effettuato gli accertamenti necessari, a partire da quelli sui tabulati per capire che tipo di frequentazione ci fosse tra i tre, «e nulla è emerso». Resta dunque una «storia banale», almeno dal punto di vista giudiziario, con il romeno che accusa Morisi e l'ex spin doctor della Lega che nega di avergli ceduto la presunta droga. E resta da attendere l'esito delle analisi sulla boccetta, per le quali ci vorranno ancora giorni. 

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