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Medicane, il ciclone con la potenza di un uragano che sta devastando Calabria e Sicilia

Tutte le notizie e curiosità sul ciclone che sta devastando il sud Italia

Medicane: il ciclone con la potenza di un uragano che sta devastando Calabria e Sicilia
Medicane: il ciclone con la potenza di un uragano che sta devastando Calabria e Sicilia
2 Minuti di Lettura
Martedì 26 Ottobre 2021, 18:52

«Medicane» sta devastando la Calabria e la Sicilia. Il ciclone che ha portato maltempo, allagamenti e anche una vittima a Catania, non sembra dar tregua. Ma di cosa si tratta veramente?

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A rispondere ci ha pensato Enrico Scoccimarro, esperto di eventi estremi e scenari climatici alla Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici, intervistato dal Corriere della Sera. «È un ciclone che si sviluppa nel Mediterraneo e, dato che possiede certe caratteristiche di uragano, viene chiamato Mediterranean Hurricane, da cui medicane», spiega Scoccimarro.

Secondo quanto dichiarato dall'esperto, Medicane è una depressione a vortice che assomiglia ai cicloni tropicali, con dimensioni minori e diametro di circa 300 chilometri. I suoi venti possono superare i 33 metri al secondo, come un uragano di categoria 1. I medicane contengono una quantità d'acqua associata molto elevata che possono scaricare in poco tempo e si sviluppano prevalentemente tra la tarda estate e l'inizio dell'autunno, ma se ne sono creati alcuni anche in inverno. 


«Sono fenomeni che si esauriscono in pochi giorni - rassicura Enrico Scoccimarro -, soprattutto perché quando colpiscono la terraferma non hanno più l’energia del mare caldo a sostenerli. Però possono stazionare alcuni giorni sul mare e scaricare molta pioggia sulle coste, come sembra sia il caso di questo ultimo fenomeno».

Alla domanda se i Medicane siano aumentati a causa del riscaldamento terrestre, Scoccimarro ha risposto: «È difficile dirlo. I medicane sono diventati evidenti solo da quando disponiamo delle immagini satellitari, prima erano classificati come normali perturbazioni. Negli ultimi vent’anni ne abbiamo contati un trentina: un numero troppo limitato per fare una statistica accurata e dire se sono aumentati rispetto al passato. Ciò che possiamo dire è che le zone meridionali dell’Italia andranno soggette a periodi più lunghi di siccità, intervallati da fasi di intense precipitazioni che possono provocare notevoli danni e vittime».

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