Mediapro, caos diritti Tv: il tribunale di Milano annulla il bando, la serie A rischia di partire senza copertura

Mercoledì 9 Maggio 2018 di Emiliano Bernardini e Salvatore Riggio
Mediapro, caos diritti Tv: il tribunale di Milano annulla il bando, la serie A rischia di partire senza copertura

Il Tribunale civile di Milano ha confermato la sospensione del bando dei diritti tv presentato da Mediapro perché  in conflitto con le attuali norme Antitrust. Accolte di fatto le istanze di Sky. Secondo il giudice della sezione lavoro, Claudio Marangoni si configurerebbe, infatti, un eccessivo potere di Mediapro che si riverberebbe sui potenziali acquirenti (Sky e Mediaset). In un mercato fortemente regolato e di fatto con un monopolista, la legislazione Antitrust cerca di impedire che questo potere si riverberi a valle, in questo senso i pacchetti preconfezionati con ampia durata messi a punto dagli spagnoli di Mediapro potrebbero inibire la libertà degli altri operatori "costretti" a pagare di più per dei servizi televisivi. 

Annullato il bando con cui l'intermediario catalano ha messo in vendita i diritti tv di calcio della Serie A per il triennio 2018-2021. Le parti comunque hanno 15 giorni di tempo per presentare ricorso. 

Adesso è Mediapro che deve rifare il bando e, soprattutto, presentare entro il 22 maggio la fideiussione di 1,2 miliardi di euro. Se non dovesse farlo, si aprirebbero due scenari importanti. La Lega, rispettando i parametri della legge Melandri, si riprenderebbe i diritti e con un partner potrebbe seguire la strada del canale privato (Juve e Roma contrarie). Se sarà così, Sky però è pronta a fare causa. Una seconda via potrebbe mettere d'accordo tutti: nuovo bando e nuova asta. Unica controindicazione i tempi troppo lunghi. Molte squadre, soprattutto le medio piccole che in questo periodo si fanno scontare i proventi dalle banche, non sarebbero disposte ad aspettare. Ma potrebbe esserci anche una terza strada: nell'assemblea del 22 maggio il commissario Malagò potrebbe portare le offerte di Sky (750/800 milioni) e di Perform (140 mln), ma i presidenti dovrebbero accontentarsi di una cifra inferiore rispetto al miliardo e 50 milioni di Mediapro. 

 

Ultimo aggiornamento: 8 Giugno, 19:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA