Maxirissa a Peschiera, caccia al branco: «Gridavano: questa è Africa». L'allarme della sindaca già a fine maggio

La prima per le risse e i vandalismi in città e sulla spiaggia, la seconda per le molestie

Maxirissa a Peschiera, caccia al branco: «Gridavano: questa è Africa». L'allarme della sindaca già a fine maggio
Maxirissa a Peschiera, caccia al branco: «Gridavano: questa è Africa». L'allarme della sindaca già a fine maggio
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Giugno 2022, 13:23 - Ultimo aggiornamento: 7 Giugno, 13:31

Due indagini distinte. Così ha stabilito la Procura di Verona dopo le denunce per i fatti accaduti sul treno da Garda. La prima per le risse e i vandalismi in città e sulla spiaggia, la seconda per le molestie subite da almeno cinque ragazze sul treno di ritorno per Milano. Per ora non è stato indagato formalmente nessuno ma si sta cercando di identificare il branco che lo scorso 2 giugno ha palpeggiato e deriso cinque ragazzine di 16 e 17 anni.

Leggi anche > Molestie in carrozza e maxirissa sul lago di Garda, è caccia al branco

«Al grido “Questa è Africa” hanno stretto d’assedio il lungolago del Garda, tra Peschiera e Castenuovo. “Siamo venuti a riconquistare Peschiera. Questo è territorio nostro, l’Africa deve venire qui” mi hanno urlato in faccia», ha raccontato il sindaco di Castelnuovo Giovanni Del Cero come riporta Open. Poi sarebbe partita la sassaiola e lo scontro con le autorità. Di origine africana anche gli aggressori delle 5 ragazze. «Appena siamo salite ci hanno gridato “Su questo treno non salgono i bianchi”», racconta una delle ragazze che ha denunciato le molestie. «C’erano tanti nordafricani. Avevano anche le bandiere del Marocco. Correvano da una parte all’altra della stazione. Hanno anche tentato di salire su un Frecciarossa bloccandolo per dieci minuti».

 

Le denunce risalirebbero già a diversi giorni fa. Il 30 maggio c'è stato il primo allarme lanciato dalla sindaca di Peschiera del  Garda (Verona), Orietta Gaiulli, per possibili problemi di ordine pubblico nel territorio, a causa di gruppi che si dirigevano verso la spiaggia libera del vicino comune di Castelnuovo, che «non ha ancora dato una sistemazione alle spiagge, che sono teatro di scempi e violenze di ogni genere». Lo scrive in una lettera al Governo, al Prefetto e al Questore di Verona, la prima cittadina di Peschiera, dopo gli episodi di guerriglia urbana del 2 giugno nella località lacustre, cui potrebbero essere correlati anche le molestie denunciate da alcune ragazzine sul treno da Verona per Milano.

Nella lettera, Gaiulli sottolinea «l'incapacità del Comune di Castelnuovo di dare una definitiva sistemazione alla spiaggia, ormai da tre anni teatro di violenze e scempi». Ricostruisce quindi la vicenda, sottolineando che «migliaia di ragazzi, di colore e non, sono transitati dalla stazione di Peschiera, percorrendo il Lungolago Garibaldi, fino alla spiaggia libera di Castelnuovo». «La responsabilità di Peschiera del Garda - puntualizza - è quella di avere una stazione ferroviaria e una strada che conduce in pochi minuti alla spiaggia. Peschiera non merita un'immagine così brutta, perché è una cittadina sicura, abituata a ospitare un turismo di famiglie», conclude. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA