Maxibolletta da 33mila euro, la signora Grazia ha un malore: «Ora non rispondo più al telefono»

Venerdì 20 Maggio 2022
Maxibolletta da 33mila euro, la signora Grazia ha un malore: «Ora non rispondo più al telefono»

Il caro bollette è ormai un problema gravissimo per tante famiglie, e può succedere che davanti a certe cifre ci si senta male: e non è un modo di dire, perché Grazia Cari, un'anziana di 75 anni, un malore ce lo ha avuto davvero dopo essersi recapitata una bolletta del gas da capogiro di 33mila euro. Nulla a che vedere però con i recenti aumenti, perché parliamo di cinque anni fa: «Quando l’addetta della posta, molto gentilmente, mi ha chiesto se avevo letto bene la bolletta e me l’ha ripassata ho dovuto appoggiarmi al banco. Mi sentivo male», afferma Grazia, di Feltre (Belluno), al quotidiano Il Gazzettino.

 

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Ed è grazie alla caparbietà del figlio e a un team di avvocati formato da Roberta Resenterra e Liuba D’Agostini che la donna ha vinto la sua prima battaglia contro Eni Luce e Gas: la sua storia sarà raccontata domenica 22 maggio alla trasmissione Mi manda RaiTre e risale al 2017 quando a casa della donna arrivò la maxi-bolletta, per una cifra che corrispondeva al gas utilizzato dal 2008. La cifra così alta era dovuta al fatto che si trattava di un subentro in un precedente contratto, ma la compagnia non aveva mai sostituito il contatore e le fatture, in quasi dieci anni, non erano mai arrivate: da una parte si chiedeva la lettura, dall'altra si chiedeva la voltura, una situazione a dir poco intricata.

 

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«Solitamente arrivano delle bollette che oscillano tra i 31 e i 35 euro per cui ho aperto la lettera e quando ho visto 33 ho pensato che fosse in linea – racconta la donna al Gazzettino -. Sono salita in macchina e mi sono recata all’ufficio postale per pagarla. Ho messo sopra il banco la bolletta e 50 euro». La sportellista però «mi ha detto di leggere bene la bolletta e quando mi sono accorta che non c’era scritto 33 euro ma bensì 33mila euro ho dovuto appoggiarmi al banco, perché mi sentivo male. Sono poi andata in macchina, mi sono seduta ed ho cercato di tranquillizzarmi prima di mettermi alla guida e tornare a casa». «Sentivo caldo ma anche freddo. Una sensazione di paura che mi è rimasta tant’è che ancor oggi non apro più una lettera e non rispondo al telefono di casa perché ho paura che mi succeda un altro fatto del genere».

 

La sentenza del giudice del tribunale di Belluno però, sulla base di giurisprudenza consolidata ha sottolineato come, in caso di contestazione delle bollette, spetti al fornitore provare «il quantum del bene o del servizio somministrato». E, nel caso in questione, Eni Gas e luce, dice il giudice, «non ha provato l’effettività dei consumi e la conformità dei corrispettivi applicati a quelli concordati, né il corretto funzionamento del contatore». Perciò ha accolto le richieste del consumatore e revocato il decreto ingiuntivo

Ultimo aggiornamento: 21 Maggio, 13:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA