Maxi sanzione per la titolare di un agriturismo a Enna: lavoratori a nero e chef di 16 anni

Martedì 17 Agosto 2021
Ad Enna sono scattati controlli anti covid ma se le regole contro il virus sono state rispettate, quelle per i diritti dei lavorati ampiamente violate.

Maxi sanzione per la titolare di un agriturismo di Enna, in Sicilia, responsabile di una serie di violazioni dei diritti dei lavoratori. Dai controlli effettuati dai carabinieri, è emerso che la posizione del personale di sala e della cucina non era a norma: ben cinque dipendenti in nero su sei, tra cui uno chef di 16 anni.

 

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Tra sala e cucina infatti i militari dell’Arma, impegnati in una serie di controlli presso alcune aziende della provincia, hanno scoperto uno chef 16enne romeno, un cuoco pensionato, due camerieri e un lavapiatti romeno, tutti percettori di reddito di cittadinanza, tutti senza alcun tipo di contratto e quindi lavoratori in nero.

Quando i carabinieri sono arrivati sul posto per i controlli, nel weekend di ferragosto, hanno accertato che nel ristorante erano rispettate tutte le norme sanitarie relative al contenimento del Covid, ma controllando anche la posizione del personale di sala e cucina hanno scoperto che le norme in materia di lavoro erano totalmente ignorate.

Dagli accertamenti è emerso che il giovanissimo lavoratore di 16 anni non solo non aveva assolto l'obbligo scolastico, ma non aveva sostenuto, ovviamente, neanche la visita medica di idoneità al lavoro, e operava come cuoco in cucina già dal 30 giugno, lavorando inoltre molto più delle previste otto ore giornaliere che, alcune volte, coprivano anche la fascia notturna. Con lui in cucina un pensionato di 66 anni, anche lui in nero.

Nell’agriturismo in occasione del ferragosto, lavoravano anche 2 addetti alla sala di 23 e 36 anni, percettori entrambi del reddito di cittadinanza, e un lavapiatti 36enne: nessun di loro con contratto.

Per la titolare è scattata quindi una sanzione per lavoro nero aggravata per lavoratore percettore del RdC, omessa tracciabilità delle retribuzioni dei lavoratori, omessa visita medica, lavoro notturno e straordinario per il minore. Non solo, durante i controlli i carabinieri hanno scoperto che la donna aveva fatto montare delle telecamere con cui controllava a distanza i lavoratori, un impianto installato senza la prescritta autorizzazione dell’Ispettorato territoriale del lavoro. Per i lavoratori percettori del reddito di cittadinanza verrà richiesta all’Inps la valutazione, accertamenti che verranno svolti anche per il ragazzo la cui madre è percettrice del reddito di cittadinanza.

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