Mario Pio Zarrillo si è suicidato: «Dall'autopsia nessun dubbio». Ma sui motivi è ancora mistero

Mario Pio Zarrillo si è suicidato: «Dall'autopsia nessun dubbio». Ma sui motivi è ancora mistero
Mario Pio Zarrillo si è suicidato: «Dall'autopsia nessun dubbio». Ma sui motivi è ancora mistero
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Venerdì 7 Settembre 2018, 16:46

Continua il giallo di Mario Pio Zarrillo, il 22enne di Marcianise, in provincia di Caserta, trovato morto in un immobile abbandonato, e che potrebbe essersi suicidato: l'autopsia eseguita ieri ha confermato la circostanza che il giovane si è sparato in bocca, sebbene persistano ancora alcuni dubbi su quelli che sarebbero i motivi del tragico gesto, con la comunità del paese del casertano ancora scossa dalla notizia, a tre giorni dal ritrovamento del suo cadavere. Questo pomeriggio sono in programma i funerali di Mario Pio.

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La pista dell'istigazione al suicidio è stata quasi accantonata dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e dai carabinieri di Marcianise delegati alle indagini; non sono stati infatti trovati elementi che abbiano confermato l'ipotesi che qualcuno possa aver minacciato in modo tale il giovane da spingerlo al suicidio. Tale pista era peraltro legata alla circostanza, riferita ai carabinieri dal papà del 22enne, secondo cui il figlio avrebbe visto qualcosa che non doveva vedere, tanto da confidarlo ad un amico.



UN SUICIDIO PROGRAMMATO? Quel che emerge è invece una vera e propria programmazione del gesto da parte del 22enne, che a fine agosto, i giorni 27 e 28, si è recato al poligono per ottenere il porto d'armi per uso sportivo, mentre venerdì 31 agosto è andato a Teano per acquistare una pistola Beretta calibro 9x21, spendendo, tra documentazione e arma, oltre 1000 euro. È poi tornato a Marcianise dove ha parcheggiato l'auto del padre allontanandosi a piedi verso l'immobile abbandonato dove si è rintanato; qui ha provato l'arma due volte con le cuffie simili a quelle che si usano al poligono, quindi ha puntato la pistola contro di sé uccidendosi. È probabile che dietro vi fossero motivazioni di carattere strettamente personale.
 


IL POST DEL SINDACO DI MARCIANISE In un post, il sindaco di Marcianise Antonello Velardi, si associa «al dolore dei genitori, della sorella, dei familiari. Di tutti gli amici. Li abbraccio, con la forza della disperazione - scrive - li abbraccio a nome di tutta la città, cercando di trovare parole che - confesso - non ho. Non è il primo suicidio, questo, purtroppo, a Marcianise. Ma questa vicenda è stata vissuta in un modo diverso; è uscita subito dall'ambito familiare ed è diventata una vicenda collettiva, comunitaria. Non è la prima volta che Marcianise dà prova della condivisione identitaria; è essa stessa un segno di un'epoca nuova pur nella tragedia».

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