Maria Elena Boschi, il padre è assolto dal crac di Banca Etruria e lei si sfoga: «Ho pianto come una bambina»

Assolto il padre, l'ex ministra si toglie i sassolini dalle scarpe e su Instagram afferma: "Ti voglio bene babbo"

Crac Banca Etruria, il padre è assolto e Maria Elena Boschi si sfoga: «Ho pianto come una bambina»
Crac Banca Etruria, il padre è assolto e Maria Elena Boschi si sfoga: «Ho pianto come una bambina»
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Mercoledì 15 Giugno 2022, 21:49 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 07:10

Maria Elena Boschi e suo padre, Pier Luigi Boschi, sono stati assolti. Il Tribunale di Arezzo ha assolto i 14 imputati a processo per bancarotta nel filone sulle “consulenze d’oro” legate al crac di Banca Etruria nel 2015. Tra gli imputati c’era anche il padre dell’ex ministra e ai tempi vicepresidente dell’istituto toscano. Per lui, il pm aveva chiesto una condanna di dodici mesi. Così, adesso, quando tutto si è risolto, Maria Elena Boschi si sfoga su Instagram.

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Maria Elena Boschi ha pubblicato su Instagram un lungo post in cui sfoga la tensione accumulata negli anni e non si vergogna a dire di aver pianto. 

«Oggi ho pianto - inizia così l'ex ministra -. Avevo giurato a me stessa che non avrei mai pianto per Banca Etruria.
Oggi l’ho fatto. E non ho paura di ammetterlo in pubblico. Ho pianto come una bambina, in ufficio, alla Camera.
Ho pianto perché mio padre è stato assolto dall’ultima accusa che gli veniva mossa su Banca Etruria. Con oggi si chiude un calvario lungo sette anni. E si chiude nell’unico modo possibile: con la certezza che mio padre era innocente. La verità giudiziaria non cambia niente per me: ho sempre saputo che mio padre è stato attaccato sui media e non solo per colpire altri. Ma oggi la verità giudiziaria stabilisce ciò che io ho sempre saputo nel mio cuore: mio padre è innocente».

«E ora lo sanno tutti, non solo la sua famiglia - prosegue Maria Elena Boschi -. Lo sa il popolo italiano, nel cui nome la sentenza è stata pronunciata. Lo sanno le Istituzioni di questo Paese che io ho servito con dignità e onore.
Lo sanno gli avversari politici che mi hanno chiesto le dimissioni per reati che mio padre non aveva fatto.
Lo sanno i talk che hanno fatto intere trasmissioni contro di me e di noi e che non dedicheranno spazio a questa vicenda. Lo sanno gli odiatori che mi hanno insultato spesso con violenza verbale e frasi sessiste nel silenzio complice e imbarazzato di tanti. Questa vicenda ha segnato la mia vita e la mia carriera molto più di quanto uno possa pensare: ma le lacrime di oggi sono lacrime di gioia e di speranza. Perché nessuno debba subire quello che ha subito la mia famiglia. Combatterò per una giustizia giusta. E ringrazio quei tanti magistrati che in ogni angolo del Paese fanno prevalere il diritto sull’ingiustizia. Grazie a chi mi è stato vicino. Ti voglio bene babbo».

La Boschi si toglie tutti i sassolini dalle scarpe, che ormai pesavano come macigni. Ma per lei, adesso, l'importante è aver ritrovato quella serenità in famiglia che mancava da troppo tempo. E, duqnue, dopo il post liberatorio arriva anche quello tenero. Su Instagram posta una foto datata: una piccola Maria Elena in braccio al suo «babbo» da buona toscana di Montevarchi, in provincia di Arezzo. E la frase, breve ma densa di significato, è defdicata anche a tutti coloro che oggi hanno voluto dimostrare la loro vicinanza all'ex ministra: «Oggi mi sento così. Grazie a tutte e tutti dei vostri messaggi: fanno bene al cuore».

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