Marco Vannini, la Cassazione: «Nuovo processo d'appello per i Ciontoli». La mamma colta da malore: «Lo potevano salvare»

Venerdì 7 Febbraio 2020
Marco Vannini, la Cassazione: «Nuovo processo d'appello per i Ciontoli». La mamma colta da malore

Caso riaperto. Marco Vannini, la sentenza della Cassazione: «Nuovo processo d'appello per i Ciontoli». La mamma colta da maloreCi sarà un appello bis per l'omicidio di Marco Vannini, il giovane ucciso da un colpo di pistola a maggio 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano. Lo ha deciso la Cassazione disponendo un nuovo processo d'appello per tutta la famiglia di Antonio Ciontoli, principale imputato dell'omicidio. 

Un applauso ha accolto la lettura del verdetto. L'aula era talmente piena che tanta gente era rimasta fuori, nell'androne, e appena saputo l'esito ha iniziato ad applaudire. Intanto in aula la mamma di Marco Vannini, Marina Conte, per l'emozione è stata colta da un leggero malore: è stata soccorsa dai familiari e dalle forze dell'ordine che l'hanno portata fuori in una stanza riservata. «La giustizia ha capito che non si può morire a vent'anni», le parole della donna emozionata. «Non ci speravo - ha aggiunto - Marco ha riconquistato rispetto»​. «Abbiamo perso tante battaglie ma quella più importante l'abbiamo vinta». Le parole di Valerio Vannini, il papà di Marco.

Davanti alla Suprema Corte si è radunata una folla che scandisce «Marco, Marco», con uno striscione con su scritto «Non in mio nome. Giustizia per Marco». 

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La Prima sezione penale della Corte di cassazione ha così accolto i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili, che avevano contestato la ricostruzione del fatto in termini di omicidio colposo, anziché doloso. La sentenza della Corte di assise di appello di Roma sulla morte di Vannini è stata annullata ed è stato disposto il rinvio per un nuovo giudizio nei confronti di Antonio Ciontoli, Federico Ciontoli, Martina Ciontoli e Maria Pezzillo ad altra sezione della stessa Corte d'assise d'appello. La Cassazione, si legge in una nota, «ha ritenuto allo stato assorbite le censure mosse alla sentenza dagli imputati Federico e Martina Ciontoli e Maria Pezzillo, mentre ha rigettato il ricorso di Antonio Ciontoli, che censurava il riconoscimento dell'aggravante della previsione dell'evento morte e l'eccessività della pena irrogata»

LE REAZIONI 

«Non ci speravo più. Non ci posso ancora credere, sono troppo felice. Marco ha riconquistato il rispetto e la giustizia ha capito che non si può morire a vent'anni». Queste le prime parole di Marina Conte, la madre di Marco Vannini dopo la lettura della sentenza. «Avevo perso la fiducia - ha detto ancora la donna - ma questa sera posso dire che la giustizia esiste e vado a testa alta, non si molla, e Marco avrà giustizia. La verità non la sapremo mai ma ringrazio tutte le persone che ci sono state vicine».  

«Avevo cresciuto mio figlio da persona per bene. Una persona che tutti avrebbero voluto avere come figlio, cugino o amico. Le sue foto parlano, come parla il suo sorriso. Era una persona pulita e non meritava quello che gli è stato fatto». Dice Marina Conte. A proposito della famiglia Ciontoli ha aggiunto: «Lo potevano salvare ma non lo hanno fatto. Nessuno si è preoccupato di Marco. Nessuno di loro ha mai parlato di Marco. Nessuno di loro ha detto una parola su di lui. Hanno sempre pensato solo ed esclusivamente ai loro interessi».

«Il ricorso è stato accolto, come speravamo. Ora vedremo quando saranno pubblicate le motivazioni». Lo ha detto l'avvocato Celestino Ignazi, legale della famiglia Vannini, uscendo dalla corte di Cassazione a piazza Cavour. Adesso «si ritorna in una situazione completamente aperta in secondo grado - ha aggiunto -, era quello che avevamo richiesto. Ci speravamo, abbiamo mosso ricorso per questo e anche la procura generale ha sposato la nostra posizione che quindi era evidentemente seria».

'Giustizia, giustizia' hanno scandito gli amici e i familiari radunati a piazza Cavour dove hanno accolto con un lungo applauso i genitori di Marco Vannini al termine della lettura della sentenza. Da questa mattina in tanti hanno atteso l'esito dell'udienza in sit in vicino al Palazzaccio con striscioni e cartelli con la foto del giovane ucciso con un colpo di pistola mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli. 

«Quelli che vedete in alto a sinistra sono i due genitori di Marco Vannini, un giovane che non doveva morire. Si chiamano Valerio e Marina. Sono persone eccezionali. Non hanno mai mollato e hanno lottato come leoni per ottenere giustizia per Marco. Pochi minuti fa la Cassazione ha annullato la sentenza di appello che aveva giudicato la morte di Marco solo un incidente. Ci sarà un nuovo processo insomma. Sono davvero contento. #GiustiziaPerMarcoVannini». Lo scrive su Facebook l'ex deputato M5S Alessandro Di Battista, postando una foto che lo ritrae insieme ai familiari di Marco Vannini. 

«È una grandissima notizia, siamo felici per Marina e Valerio. È un bel segnale, significa che in Italia la giustizia ancora funziona». Lo ha detto all'Adnkronos il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando. «Era quello che chiedevamo e speravamo. Tutta la città è sempre stata al fianco di Marina e Valerio, ci siamo stretti a loro per portare all'attenzione di tutti questo caso dall'esito giudiziario vergognoso».

«Da sindaco e uomo delle Istituzioni accolgo con grande soddisfazione la decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo di appello per l'omicidio di Marco Vannini. Dopo cinque anni di tensioni e polemiche, con una tragedia infinita che ha scosso non solo la nostra comunità ma la Nazione intera oggi la giustizia torna ad essere un faro per l'Italia». Così il sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci, commenta la decisione della Cassazione di disporre un nuovo processo sul caso Vannini. «Quella di oggi è una vittoria di una comunità che si è stretta fin da subito accanto alla famiglia Vannini, alla mamma e al papà che tanto stanno soffrendo».

LA MORTE DI MARCO VANNINI

La morte del 20enne è avvenuta a Ladispoli il 18 maggio 2015, nella casa della famiglia Ciontoli. Il giovane era fidanzato con la figlia di Antonio Ciontoli e fu raggiunto da un colpo di pistola di ordinanza di Ciontoli mentre era nel bagno della casa. I soccorsi furono allertati soltanto dopo quasi due ore in cui Marco Vannini rimase agonizzante. In primo grado ad Antonio Ciontoli fu riconosciuto l'omicidio colposo aggravato dalla colpa cosciente, in secondo grado il reato fu derubricato a omicidio volontario. 

LA RICHIESTA DEL PROCURATORE GENERALE

«Condanne da annullare» e «processo da rifare», è la richiesta formulata dal procuratore generale Elisabetta Ceniccola nell'udienza di oggi alla corte di Cassazione in riferimento alla sentenza della corte d'Appello sull'omicidio di Marco Vannini. La sentenza che la procura generale chiede di annullare è quella che ha scontato la condanna di primo grado da 14 a 5 anni di carcere per Antonio Ciontoli, padre della fidanzata di Vannini, e che ha condannato a tre anni di reclusione la moglie e i due figli di Ciontoli. 

La requisitoria del procuratore generale è stata incentrata sulla convinzione della procura generale secondo la quale «tutti gli imputati per 110 minuti hanno mantenuto condotte omissive, menzognere e reticenti di fronte agli operatori sanitari» dal momento che era chiaro a tutti loro che il colpo di pistola avrebbe portato Marco Vannini alla morte. Per il Pg Antonio Ciontoli avrebbe agito, con l'adesione di tutti gli altri, in questo modo per evitare conseguenze dannose per lui dal punto di vista professionale. «Una vicenda inumana», l'ha definita il Pg.
 

Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio, 01:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA