Lorenzo, l'eroe che ha salvato la bimba caduta dal balcone: «Ecco com'è andata». Un miracolo incredibile

Lorenzo, l'eroe che ha salvato la bimba caduta dal balcone: «Ecco com'è andata»
Lorenzo, l'eroe che ha salvato la bimba caduta dal balcone: «Ecco com'è andata»
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Giovedì 23 Giugno 2022, 17:35

La sua storia ha fatto il giro d'Italia ed è davvero incredibile: lui si chiama Lorenzo Tassoni e lunedì pomeriggio, 20 giugno, ha letteralmente salvato la vita di una bambina precipitata dal terrazzo di un condominio, al secondo piano. Poteva essere una tragedia, la bimba poteva morire o restare gravemente ferita, e invece è rimasta illesa grazie a lui: trevigiano, 28enne, di professione guardasala a Venezia a Palazzo Venier-Manfrin.

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Quello che ha vissuto e che ha raccontato al quotidiano Il Gazzettino va oltre ogni immaginazione: «Stavo andando a ritirare la bicicletta, aveva la ruota sgonfia e l'ho portata a riparare. Proprio li vicino ho sentito un rumore come se qualcosa fosse caduto dall'alto e mi sono girato, ho visto per terra un tablet con lo schermo inclinato. La mia prima reazione è stata quella di guardare in alto, per via dell'oggetto caduto. Ho visto questa bambina minuscola, appesa con un braccio, al terrazzo del secondo piano della palazzina».

«Quello che ho fatto è stato l'essermi tuffato in avanti con le braccia protese, istintivamente, nel gesto di afferrarla. La bambina non ha urlato, aveva la faccia stravolta dal panico, come me. Ho avuto un infarto appena ho visto la scena. La bambina si è mollata non perché si è lasciata andare, ma perché ha lasciato la presa. Cadendo ha sbattuto sul terrazzo del primo piano ed è poi rimbalzata sulle mie braccia. Penso che sia stato questo a permettermi di soccorrerla, il primo terrazzo ha infatti attutito l'impatto». «I genitori non erano in casa, sono arrivati dopo. Prima è arrivato il padre e poi la madre, entrambi sono stati avvisati del fatto. Mi hanno ringraziato. Mi sono abbracciato con il padre. La madre è arrivata in bicicletta, appena si è calmata ci siamo salutati e mi ha abbracciato un piede». «Al mio posto chiunque, spero, avrebbe cercato di fare quello che ho fatto io. E' stato un gesto istintivo e naturale».

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