Iuschra la bambina dodicenne scomparsa a Luglio. Un giallo lungo cinque mesi.

Martedì 1 Gennaio 2019 di EMILIO ORLANDO
Iuschra Gazi

Per i genitori di Iuschra Gazi, la ragazzina bengalese di 12 anni, svanita nel nulla lo scorso 19 luglio sulle montagne di Serle in provincia di Brescia durante una gita, è stato un anno drammatico. Dopo mesi di ricerche ininterrotte ed appelli rivolti a chiunque era in grado di fornire notizie utili sulla scomparsa della figlia, di Iuschra nessuna traccia.Le operzioni sono state interrotte per il clima rigido che imperversa su quelle alture dove la temperatura scende molti gradi sotto lo zero. L'unico testimone che si era fatto vivo, il trentadue enne Enrico Ragnoli che aveva dichiarato di averla vista viva il giorno successivo alla sua scomparsa, è stato arrestato per una sentenza di condanna per rapina divenuta esecutiva ad ottobre.


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Secondo la versione fornita dal supertestimone ai carabinieri, la bambina era seduta su una panchina ricavata da un tronco di legno in località Castello poco distante dal luogo da dove si sarebbe allontanata durante l'escursione con la fondazione bresciana “Fobap”, che si occupa dell' assistenza e dell'accompagnamento di adolescenti e ragazzi autistici. Le indagini sul giallo di Iuschra partirono immediatamente dopo che l'operatore che aveva il compito di seguire i bambini dette l'allarme. La Gazi si allontantò dall'area destinata ai picnic dopo che un rumore la spaventò.

L' assistente dichiarò inoltre che la ragazzina si mise a correre facendo perdere le sue tracce su un sentiero che conduceva nella parte più impervia della montagna. Nei giorni successivi al fatto, un imponente schieramento di soccorritori e speleologi batterono ogni metro quadrato di quel versante montuoso intorno Brescia. Ogni spelonca e grotta venne ispezionata minuziosamente con strumentazioni in grado di riprendere con le telecamere di profondità le cavità sotterranee ma senza risultati.

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Anche i cani molecolari delle forze di polizia hanno annusato palmo a palmo l'intera zona ma le tracce di Iuschra venivano confuse con quelle degli animali che popolano il bosco. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, anche quella del sequestro di persona. La procura di Brescia, per dare un nuovo impulso alle indagini e per chiarire anche quest'ultima ipotesi, dispose nel mese di novembre un’analisi delle celle telefoniche relative al giorno della scomparsa di Iuschra per identificare chiunque si fosse trovato a passare in quella zona nell'orario compatibile con l'allontanamento della dodicenne.

Durante le indagini spuntò una vecchia Fiat 600 che secondo alcuni testimoni, era stata parcheggiata vicino al luogo della scomparsa per circa due giorni prima che la ragazza sparisse. La macchina sarebbe stata in uso ad uno straniero. L’inchiesta dei magistrati Antonio Bassolino e Donato Greco ha come ipotesi di reato le lesioni personali. Gli ultimi accertamenti nell' ambito della stessa inchiesta, potrebero aprire altri scenari investigativi. Proprio recentemente Mdliton Gazi, il pade di Iuschra ha dichiatato in lacrime:«Mia figlia non è più nel bosco. L’hanno cercata ovunque e non c’è. Bisogna guardare da un’altra parte». L'uomo durante le ricerche nei primi giorni dopo la scomparsa rimase per giorni senza dormire per seguire da vicino l' evolversi della raccapricciante vicenda.

Un giallo quello che riguarda la scomparsa della dodicenne di Serle che ricorda due casi altrettanto drammatici e misteriosi che hanno diversi elementi in comune: quello di Denise Pipitone e di Angela Celentano, l'una svanita nel nulla a settembre del 2004 da Mazzara del Vallo in provincia di Trapani e l'altra nel 1996 mentre si trovava in gita con i familiari sul monte Faito vicino  Napoli.

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