Italia a fasce, 12 regioni «arancioni»: ecco quali sono. La Lombardia torna zona rossa, la Campania resta gialla

Venerdì 15 Gennaio 2021
Italia a fasce, dodici regioni in zona arancione: ecco quali sono. La Lombardia in zona rossa

Coronavirus, l'Italia sarà ancora divisa a fasce e ben dodici regioni saranno arancioni, a eccezione di qualche zona gialla e rossa: è la decisione del Governo, con l'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che dividerà il Paese "a colori", come già dal dpcm dello scorso ottobre. A passare in arancione sono Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Umbria e Valle D'Aosta. Restano in area arancione Calabria, Emilia-Romagna e VenetoTre Regioni vanno in area rossa: sono la provincia autonoma di Bolzano, Lombardia e Sicilia. Le uniche regioni a rimanere gialle sono dunque Provincia autonoma di TrentoMolise, Toscana, Basilicata, Campania e Sardegna.

 

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Per la prima volta dunque il Lazio sarà in zona arancione, ha annunciato l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato, mentre il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha già rivelato che la sua regione sarà rossa. A dare il quadro completo sarà proprio l'ordinanza di Speranza per contrastare i contagi da coronavirus, attesa a ore.

 

La bozza dell'Iss

 

Intanto la bozza del monitoraggio settimanale ministero della Salute-Istituto superiore di sanità evidenzia un peggioramento della situazione legata alla Pandemia di coronavirus in Italia, con un indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,09Si osserva, si legge ancora, un aumento complessivo del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile nel Paese dovuto ad un aumento diffuso della probabilità di trasmissione di SARS-CoV-2 in un contesto in cui l'impatto sui servizi assistenziali rimane alto nella maggior parte delle Regioni.

 

Si legge anche che «questa settimana si conferma il peggioramento generale della situazione epidemiologica nel Paese già osservato la settimana precedente». Inoltre undici Regioni/PPAA riportano una classificazione di rischio alto (contro 12 la settimana precedente), 10 a rischio moderato (di cui 4 ad alto rischio di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e nessuna a rischio basso. «Il Ssn ha mostrato i primi segni di criticità - si legge - quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni e una criticità di tenuta dei servizi con incidenze elevate». 

 

Nella bozza si descrive una situazione in cui esiste un  valore elevato di incidenza nella settimana di monitoraggio nella Regione Veneto (365,21 per 100.000 abitanti), PA di Bolzano (320,82), Emilia Romagna (284,64), e Friuli Venezia Giulia (270,77). E su tutto il territorio è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Infine, nove regioni (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sicilia, Umbria e Valle d'Aosta) hanno un Rt puntuale maggiore a uno nel limite inferiore, compatibili con uno scenario tipo 2. Altre 10 hanno un Rt compatibile con uno scenario di tipo uno ma sono tutte, tranne una, con un Rt medio sopra uno o appena sotto

 

Lazio arancione, è la prima volta

 

«Da domenica il Lazio entrerà in zona arancione». Lo ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Alessio D'Amato, durante la presentazione del nuovo direttore generale del policlinico Umberto I di Roma Fabrizio d'Alba spiegando che il valore Rt è «di poco sopra 1». «Questo è un cambio che giunge per la prima volta a livello regionale, visto che siamo stati sempre in fascia gialla e significa - spiega l'assessore - che è una situazione di grande cautela e quindi bisogna mantenere gli elementi di rigore ed essere molto determinati nella campagna vaccinale». «La pandemia ha ripreso vigore in tutta Europa, in Italia e nella nostra regione», ha sottolineato D'Amato.

 

Fontana: Lombardia in zona rossa

 

La Lombardia dovrebbe entrare in zona rossa. A confermarlo è stato il presidente della Regione Attilio Fontana a margine di un evento a Concorezzo, in Brianza. «Ho appena parlato con il ministro Speranza - ha detto -, è una punizione che la Lombardia non si merita. Mi ha detto che farà fare ancora dei controlli». Lunedì, nonostante la sentenza del Tar, quindi, «le scuole non riaprono» ha aggiunto Fontana. «Ho fatto presente a Speranza che c'è qualcosa che non funziona nei conti, come vengono fatti e nella determinazione dei parametri», ha detto ancora il governatore.

 

«Secondo me bisogna rivederla - ha aggiunto Fontana - perché oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri eppure c'è il rischio che si entri in zona rossa. I cittadini si sono comportati tutti molto bene e sinceramente la zona rossa è estremamente penalizzante». «Ho chiesto a Speranza di riguardare, lui mi ha detto che farà fare ancora dei controlli e che chiamerà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione», ha concluso Fontana

 

Anche l'Umbria sarà arancione

 

«Nonostante l'attenzione e la perizia con cui stiamo seguendo l'evoluzione di questa pandemia, l'Umbria finirà in zona arancione. Anche per la modifica dei parametri dell'Rt»: lo ha detto l'assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, rispondendo a una domanda dell'ANSA nel corso di una conferenza stampa. «Bisogna però aspettare la valutazione della Commissione epidemiologica nazionale» ha aggiunto. «È comunque sotto gli occhi di tutti - ha detto Coletto - che c'è stato un peggioramento per quanto riguarda le infezioni e l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva, che altro avevano ampiamente previsto». 

Ultimo aggiornamento: 19:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA