"Italia 2021. Le sfide della Pubblica Amministrazione", la PA del futuro: assunzioni, nuova mentalità e valorizzazione delle competenze

Venerdì 16 Aprile 2021
L'evento phygital Italia 2021. Le sfide della Pubblica Amministrazione

All’evento “Italia 2021. Le sfide della Pubblica Amministrazione”, due tavoli di lavoro dedicati alla digitalizzazione e al ruolo della PA nell’attuazione del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Una Pubblica Amministrazione che si rinnova e che prevede nel prossimo futuro assunzioni, cambio di mentalità e valorizzazione delle competenze. All’evento hanno partecipato anche il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, che sui contratti ha assicurato presto il via libera per la fase finale dei rinnovi e Marco Carlomagno, segretario generale della FLP – Federazione dei Lavoratori Pubblici e delle Pubbliche Funzioni, che ha sottolineato: “Senza una Pubblica Amministrazione efficiente il recovery plan è destinato al fallimento”.

 

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"Italia 2021. Le sfide della Pubblica Amministrazione", come cambia la PA

 

All’evento phygital “Italia 2021. Le sfide della Pubblica Amministrazione” è intervenuto con un videomessaggio il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta: “Gli italiani – ha spiegato - hanno bisogno di una pubblica amministrazione forte, moderna qualificata e ben pagata”.

La Pubblica Amministrazione, da circa 15 anni bloccata sul piano della formazione e degli investimenti, paga un’età media superiore a quella degli altri Paesi europei (56 anni) e pericolose carenze di personale. Il primo passo è quindi quello di aumentare il numero di occupati: “Nelle prossime ore – ha assicurato il ministro Brunetta - l'atto di indirizzo sul rinnovo dei contratti pubblici dovrebbe tornare dal Mef e quindi si potrà dare il via alla fase finale della stagione dei rinnovi contrattuali”. Antonio Naddeo, presidente di ARAN, registra "l'impegno del governo a trovare nuove risorse per lo sblocco del turnover e il rinnovo dei contratti della PA ma se compatibilmente le condizioni economiche del Paese lo consentiranno" e il sempre sul punto il presidente dell’INPS, Pasquale Tridico, ha commentato “Apprezzo questo nuovo corso e lo slancio nel reclutamento promosso dal ministro e spero possa generare quel cambio generazionale che tutti si aspettano". Concorde anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Vincenzo Amendola, che nel suo intervento ha definito “centrale” il capitale umano della PA per la ripresa economica del nostro Paese e ha aggiunto  che servirà “un meccanismo  burocratico efficace e veloce di assorbimento delle risorse europee”. Per il vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Castaldo “con lo sblocco del turnover è importante che si ricerchino le necessarie figure professionali per la PA rivedendo anche le procedure concorsuali”.

 

 

Il nuovo modello organizzativo e le competenze

 

La Pubblica Amministrazione italiana, subirà un cambiamento sostanziale nel modello organizzativo: “Si deve passare a una logica di risultato – ha affermato ancora Carlomagno – bisogna abbandonare modelli meccanicistici dove è il sistema a pensare per tutti, ognuno deve essere chiamato a fare la sua parte, la situazione lo richiede, gerarchizzazione e parcellizzazione devono essere sostituite da autonomia e responsabilità”.

Secondo FLP le competenze all’interno della PA esistono ma non sono conosciute dalla stessa macchina: “Servono banche dati – ha fatto sapere Carlomagno – servono percorsi di formazione sia continua che mirata per allineare le competenze possedute a quelle richieste per la funzione, serve la valorizzazione della professione”. E su questo è d’accordo anche il presidente Tridico: "Una digitalizzazione di successo e a beneficio di cittadini, imprese e altre amministrazioni - ha sottolineato - deve basarsi su reingegnerizzazione dei processi, riorganizzazione strutturale e costante aggiornamento formativo per accompagnare un chiaro e unico'Progetto-Paese di innovazione dell'Italia".

Altro punto focale in questa grande operazione di “manutenzione straordinaria” del nostro settore pubblico, secondo la Federazione, è rappresentato dalla rivisitazione degli ordinamenti professionali e dalla riapertura delle carriere con sistema che leghi la condizione economica e giuridica all’accrescimento delle competenze specifiche: “Non abbiamo intenzione – ha concluso Carlomagno - di difendere lo status quo, che ha fatto comodo alla peggiore politica e al peggior sindacato, ma promuovere soluzioni che facciano funzionare sempre meglio il settore pubblico perché non dimentichiamo mai che la crescita stabile della nostra economia passa per la crescita di produttività del settore pubblico e che l’articolo 98 della nostra Costituzione mette i pubblici dipendenti al servizio esclusivo della nazione e non il contrario”.

 

 

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