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Brusaferro (Iss): «Curva contagi in calo, anche in Lombardia. Ma è difficile immaginare di poter riempire gli stadi»

Brusaferro (Iss): «Curva contagi in calo, anche in Lombardia. Ma è difficile immaginare di poter riempire gli stadi»
Brusaferro (Iss): «Curva contagi in calo, anche in Lombardia. Ma è difficile immaginare di poter riempire gli stadi»
4 Minuti di Lettura
Venerdì 8 Maggio 2020, 12:43 - Ultimo aggiornamento: 13:59

Il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall'istituto, ha aggiornato sulla situazione epidemiologica in Italia per quanto riguarda ovviamente l'emergenza coronavirus. La curva dell'epidemia, ha detto Brusaferro, «va decrescendo, è un segnale che prosegue» e «stiamo andando verso un numero più basso in tutte le regioni».

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Stiamo andando verso un numero di casi molto basso un po' in tutte le regioni, inclusa la Lombardia, ha detto il presidente dell'Iss. L'incidenza di letalità si conferma soprattutto nelle fasce d'età più elevate. Su 2400 deceduti, la maggioranza ha come prima causa infezione di Covid, invece il 12% ha cause che si sono sovrapposte, ha detto nella conferenza stampa settimanale organizzata dall'Istituito sull'andamento epidemiologico dell'epidemia di Covid-19.

Solo nella prossima settimana sarà possibile avere i dati relativi all'andamento dei casi nei primi giorni dalla riapertura che dal 4 maggio hanno segnato l'inizio della Fase 2, ha aggiunto. Dall'analisi settimanale della cabina di regia tra ministero e Regioni si potranno fare ragionamenti per decidere misure successive.

Nello stato epidemiologico attuale è difficile immaginare di poter riempire gli stadi, ha aggiunto Brusaferro nella conferenza stampa organizzata dall'istituto: il presidente Iss ha risposto a una domanda sulla possibilità di riaprire il campionato di calcio. A decidere in merito, ha aggiunto, è il Comitato tecnico Scientifico, che su questo tema sta lavorando. 

FASE 2 E MASCHERINE Nella Fase 2 si stanno valutando forme di partecipazione con numeri limitati di persone in luoghi confinati previo rispetto delle regole e con un percorso di garanzia, dalla fasce orarie agli ingressi. Questo vale per tutti gli eventi che hanno tali caratteristiche comprese le celebrazioni liturgiche, ha detto Brusaferro. Nell'affrontare la Fase 2 «serve una grande cautela: non è solo una questione di buon senso» perché i modelli indicano che è pericoloso «fare troppe cose insieme». Una strategia opportuna, ha aggiunto, è riaprire insieme alle regioni con modelli condivisi. Per l'uso destinato alla popolazione, si possono utilizzare anche mascherine confezionate in proprio, come indicano video diffusi dai Centers for desease controll. I modelli piu sofisticati Ffp2 e Ffp3 sono per uso diverso. 

5% CASI IN STRANIERI, PARI A 6.395 Sono stati 6.395 i casi di Covid-19 diagnosticati negli stranieri, pari al 5% dei casi complessivi diagnosticati in Italia. Lo ha detto l'epidemiologo Giovanni Rezza, dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), nella conferenza stampa organizzata dall'istituto. «In linea di massima si può confutare l'ipotesi di una differenza di rischio fra stranieri e italiani», probabilmente si tratta di un problema si ritardo in accesso ai test, ha detto Rezza. Dai dati al momento disponibili, «non di facile interpretazione», ha proseguito, «si possono trarre solo ipotesi da interpretare con cautela». In generale i casi risultano notificati prima negli italiani rispetto che agli stranieri, ha proseguito Rezza. Fra questi ultimi risultano colpiti coloro che hanno un'età più avanzata rispetto agli stranieri. Di conseguenza, ha proseguito, potrebbe esserci un ritardo nell'essere sottoposti al test per gli stranieri, mentre risulterebbe maggiore il rischio relativo di ospedalizzazione e di ricovero in terapia intensiva. 

ISTAT, 25.000 MORTI IN PIÙ, LA METÀ PER COVID Sono state 25.354 le morti in più registrate dall'Istat dal 20 febbraio al 31 marzo, pari al 39% in più rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti, «dei quali poco più della metà sono attribuibili a Covid diagnosticato». Lo ha detto il presidente dell'Istat, Giancarlo Blangiardo, nella conferenza stampa organizzata dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss). I dati riguardano 6.866 Comuni e, ha detto Blangiardo, «non si tratta di un campione, ma di una selezione ragionata per avere un quadro della situazione il più completo possibile». 


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