Infermiere no vax sospeso senza stipendio a Brindisi, gli avvocati annunciano ricorso: «È malato»

Sabato 22 Maggio 2021
Infermiere no vax sospeso senza stipendio a Brindisi, gli avvocati annunciano ricorso: «È malato»

Primo provvedimento nei confronti di un infermiere che si è rifiutato di vaccinarsi contro il Covid. È accaduto a Brindisi, dove l'Asl ha sospeso il dipendente togliendogli lo stipendio. Gli avvocati dell’infermiere hanno annunciato il ricorso specificando che la mancata vaccinazione è dovuta a una patologia del diretto interessato e sottolineando che durante la pandemia ha lavorato incessantemente anche senza dispositivi di protezione nella prima fase. 

 

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«In relazione al caso dell’operatore sanitario, della ASL di Brindisi, sospeso dal lavoro il 18 maggio senza retribuzione, a causa della mancata vaccinazione contro il Covid-19, gli Avvocati Marcello Apollonio e Maria D’Oria, comunicano di aver inviato, come richiesto, il certificato del medico di base unitamente a documentazione clinica comprovante la grave patologia che affligge il nostro Assistito. La risposta di Asl Brindisi nella persona del Dott. Pasqualone è stata quella di sospenderlo senza stipendio, con  provvedimento immotivato, ampiamente discrezionale e in violazione della legge, lasciando il lavoratore senza mezzi di sussistenza benché impossibilitato a vaccinarsi, peraltro definito, apoditticamente, “novax”. E ciò, benché il lavoratore, avesse prodotto, come previsto dall’art. 4 del d.l. 44/2021,  adeguata certificazione medica», fanno sapere i legali.

 

«Non può non stigmatizzarsi - continuano gli avvocati - il comportamento della  Asl di Brindisi per le gravissime violazioni della privacy e dei diritti dei lavoratori, che hanno subito ferie forzate ingiustamente, e sono stati messi letteralmente sul banco degli imputati sol per aver chiesto di esercitare un loro diritto. Per tali violazioni gli operatori sanitari faranno  valere i loro diritti nelle opportune sedi. Non è irrilevante, inoltre, sottolineare il tentativo di gogna mediatica a cui si vorrebbe venissero sottoposti i lavoratori colpiti da provvedimenti ingiusti e illegittimi nonostante fosse in corso un’interlocuzione tra la loro difesa e l’Azienda».

Ultimo aggiornamento: 23 Maggio, 13:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA