Incidente sul lavoro, un morto a Livorno: 55enne colpito da un cavo d'acciaio

Martedì 7 Settembre 2021
Incidente sul lavoro, un morto a Livorno: 55enne colpito da un cavo d'acciaio

Ancora un tragico incidente sul lavoro in Italia. Un marittimo di 55 anni è morto oggi nel porto di Livorno, colpito da un cavo d'acciaio.

 

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Il marittimo, G.J., di nazionalità filippina, era imbarcato come marinaio a bordo della Melingunis M, nave cisterna per prodotti petroliferi e chimici battente bandiera italiana. Durante la partenza della nave dal porto verso Genova, un cavo d'acciaio si è spezzato in fase di disormeggio, creando un effetto frusta e colpendo al torace il 55enne. Sul posto intervenuti gli operatori del 118, ma ogni disperato sforzo di rianimare l'uomo si è rivelato vano. I primi accertamenti sono stati svolti dalla Guardia costiera e dalla Polmare, prima che il magistrato di turno disponesse il fermo della petroliera.

 

Morto nel porto di Livorno, domani due ore di sciopero

Due ore di sciopero sono state indette per domani per tutti i lavoratori e il personale marittimo del porto di Livorno «in segno di protesta e nel rispetto della vita persa nel tragico incidente mortale» verificatosi oggi nello scalo toscano, vittima un marinaio di 54 anni, di nazionalità filippina, in servizio su una petroliera. È quanto annunciato in una nota da Giuseppe Gucciardo della Filt-Cgil, da Gianluca Vianello di Uiltrasporti e da Dino Keszei di Fit-Cisl. Lo sciopero sarà effettuato al termine di ogni turno lavorativo. «Sui luoghi di lavoro - proseguono i sindacalisti - si muore più che in ogni altro luogo. Un'altra vita consumata in una manciata di secondi. Ci chiedono più tempo, più flessibilità, ma a nessuno sembra interessare come farci tornare vivi alle nostre case, dai nostri cari. Di lavoro si continua a morire». «Nel porto di Livorno - concludono - assistiamo all'ennesima morte sul lavoro: oggi, presso la Darsena Petroli, è stato un marittimo a perdere la vita. Le dinamiche sono ancora da chiarire. Quello che è sicuro è che dobbiamo cambiare direzione: lo abbiamo ripetuto in tutte le sedi istituzionali e lo continueremo a fare».

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