Bambino travolto e ucciso da un trattore, gli indagati salgono a quattro: la simulazione dell'incidente per conoscere la verità

Domenica 17 Gennaio 2021 di Pierfederico Pernarella
Il luogo della tragedia a Sgurgola

Salgono a quattro gli indagati per la morte di Mario Graziani, il bambino di 10 anni travolto da un trattore agli inizi dello scorso ottobre mentre giocava a casa di amici nelle campagne di Sgurgola. 

 

I sospetti si concentrano sempre di più sulla funzionalità del mezzo agricolo e del rimorchio. Per fugare questi dubbi, emersi nel corso dei primi accertamenti tecnici, il titolare dell’inchiesta il sostituto procuratore Barbara Trotta, oltre all’agricoltore di Sgurgola che aveva parcheggiato il trattore prima che si sfrenasse, ha notificato gli avvisi di garanzia anche ai rappresentanti legali delle società produttrici del trattore e del rimorchio annesso, ma anche quello dell’azienda che ha realizzato il manuale per l’uso e la conduzione dei mezzi. 

 

Martedì 19 gennaio in Procura verranno assegnati gli incarichi per ripetere gli accertamenti tenici irripetibili, dando quindi la possibilità ai nuovi indagati di nominare i propri consulenti.

 

Si tratta di una situazione delicata in quanto potrebbe mettere in luce eventuali difetti tecnici di mezzi largamente utilizzati in tutta Italia. Dietro la tragedia che è costata la vita al Mario Graziani potrebbe non esserci, come era stato ipotizzato inizialmente, la distrazione dell’agricoltore che lo conduceva. 


 
Il nuovo filone d’indagine sui mezzi agricoli, rimorchio e trattore, è stato aperto dopo gli accertamenti tecnici svolti nel podere agricolo teatro della tragedia. L’imprenditore che era alla conduzione del mezzo, anch’egli indagato, ha ripetuto in maniera precisa tutti i passaggi che aveva svolto quel giorno. Passaggi così come indicati dal manuale d’istruzione fornito dalla casa costruttrice. 

Ebbene anche nel corso di questa simulazione si sarebbero presentate le stesse criticità (lo sfrenamento del rimorchio che ha poi sospinto il trattore) che potrebbero aver causato l’incidente che è costato la vita al piccolo Mario. L’ipotesi, tutta da verificare, è che lo sfrenamento non possa essere dipeso da una disattenzione commessa da chi lo conduceva, ma dalla funzionalità dei sistemi frenanti dei due mezzi agricoli oppure dalle indicazioni fornite nel manuale d’uso per la conduzione sia del trattore che del rimorchio. 
L’imprenditore agricolo che era alla guida del mezzo è difeso dall’avvocato Nicola Ottaviani, mentre uno dei rappresentanti dell’azienda costruttrici è rappresentato dall’avvocato Vincenzo Galassi. 

La tragedia è avvenuta lo scorso 9 ottobre. Mario, figlio di un bidello in pensione e un’infermiera, dopo aver fatto i compiti con gli amichetti stava giocando nel cortile di una casa di campagna, in via Calanzio, nei pressi del campo sportivo di Sgurgola. In quel momento, nel podere agricolo confinante, era stato parcheggiato da poco un trattore con il rimorchio pieno di balle di fieno. Il mezzo agricolo si è sfrenato prendendo velocità a causa di una pendenza ed è andato nella direzione dei bambini che stavano giocando, travolgendo e uccidendo Mario.

 

Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 07:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA