Coprifuoco alle 23, il governo apre all'ipotesi. Le Regioni: «Riaprire le palestre e i ristoranti anche al chiuso»

Mercoledì 21 Aprile 2021
Coprifuoco alle 23, il governo apre all'ipotesi. Le Regioni: «Riaprire le palestre e i ristoranti anche al chiuso»

Coprifuoco alle 22 o alle 23? Dopo lo scontro tra governo e Regioni, ci si avvicina alla seconda ipotesi, con il divieto di circolazione che partirebbe dalle 23 e non più alle 22 come negli ultimi sei mesi, almeno secondo le richieste delle Regioni. Già nel pomeriggio era arrivata la prima apertura, da parte della ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, che a Timeline su SkyTg24 non esclude l'ipotesi. Lo spostamento del coprifuoco dalle 22 alle 23 «potrebbe aiutare» ed «essere più funzionale» rispetto all'apertura dei ristoranti, ha detto la ministra. «Spero che si possa posticipare alle 23», ha detto la Bonetti, esponente di Italia viva.

 

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Le regioni: coprifuoco alle 23 e riaprire palestre

 

«Consentire, nel rispetto dei protocolli di sicurezza, i servizi di ristorazione sia al chiuso che all'aperto, senza distinzione di trattamento in base agli orari di somministrazione, la proroga del coprifuoco dalle 22 alle 23, la ripresa delle attività individuali in palestra al chiuso e in piscine all'aperto, già a partire dal 26 aprile». Sono queste - a quanto si apprende- le ulteriori osservazioni e modifiche alla bozza del decreto-legge che dovrà essere varato e che, a seguito delle interlocuzioni con il Governo, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha trasmesso ai ministri Gelmini e Speranza, nel pomeriggio di oggi. I governatori chiedono anche «la riapertura del settori wedding e l'avvio anticipato, rispetto a quanto disposto in bozza, dei mercati, l'uniformazione delle date di riapertura degli spettacoli all'aperto e degli eventi sportivi all'aperto».

 

Patuanelli stamattina: «Coprifuoco resta alle 22»

 

La richiesta di spostare il coprifuoco alle 23 viene da parecchi presidenti di Regione, ma il governo al momento attuale è diviso sulla questione. In mattinata un altro ministro, quello delle Politiche agricole Stefano Patuanelli, aveva specificato che il coprifuoco sarebbe rimasto alle 22. In Cdm, aveva detto, «non ci sarà discussione sul coprifuoco che resta alle 22, come deciso ieri in pre-consiglio. SI danno delle risposte segnando un percorso di riaperture, che è contenuto nel decreto legge che portiamo oggi in Consiglio di ministri. Non si può affrontare un tema in mondo settoriale, uno alla volta».

 

«Vanno viste le misure nella loro completezza: parlare di coprifuoco alle 22 o alle 23 è sbagliato nella misura in cui non si guarda all'insieme del processo di riaperture che abbiamo messo in campo. È l'insieme delle aperture che genera mobilità e rischi di contagio. Oggi però c'è un percorso di riaperture graduale, prudente, misurato. Ci si assume la responsabilità anche di aperture serali, con date e tappe che vanno affrontate in questo modo perché nel frattempo prosegue la campagna vaccinale».

 

Cts: non ci siamo mai espressi

 

Il Comitato tecnico scientifico «non si è mai espresso sul coprifuoco, è un tema che non è stato mai affrontato». Secondo quanto si apprende da fonti del Cts, le dichiarazione di diversi esponenti politici che hanno attribuito al Cts la decisione di non spostare il coprifuoco alle 23 ha irritato i membri del comitato che invece sottolineano che si tratta di una decisione totalmente politica.

 

Le Regioni vogliono spostamento alle 23

 

Le regioni, dal canto loro, chiedono di prolungare gli orari e di spostare l'inizio del coprifuoco dalle 22 almeno alle 23. È la proposta del presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga: «C'è un'interlocuzione con il governo, la Conferenza delle Regioni propone di ampliare il coprifuoco di un'ora così da permettere alle attività di avere un minimo di respiro», la proposta del governatore del Friuli Venezia Giulia e presidente della Conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga. «Sul coprifuoco, premesso che è una brutta parola, e che il motore è avere il controllo dell'infezione, un segno di disponibilità sarebbe stato innalzarlo un po'», le parole del governatore del Veneto Luca Zaia.

 

«Il coprifuoco alle 22 non è compatibile con una riapertura serale degli esercizi ristorativi», la richiesta del governatore ligure Giovanni Toti. L'orario del coprifuoco «non credo che dal punto di vista epidemiologico faccia tutta questa differenza - aggiunge -. O si ritarda di un'ora il coprifuoco, oppure si consente di tornare a casa ai clienti dopo le 22 mostrando la ricevuta del ristorante». Per il nuovo limite del coprifuoco «io sono per le 23», ha detto il presidente della Toscana, Eugenio Giani, intervenendo a 'Radio anch'io' su Radio1. «Nella logica per cui questi provvedimenti valgono fino al 31 luglio la possibilità di arrivare fino alle 23 per le nostre città d'arte, di turismo, non fa la differenza, però dà un senso di vita della città che noi dobbiamo auspicare», ha aggiunto Giani.

 

«Il coprifuoco deve essere almeno portato alle 23. Altrimenti è come dire potresti andare a cena in un ristorante all'aperto ma in realtà, di fatto, non puoi», dice la presidente della Regione Umbria Donatella Tesei. «A meno che non si vada nel locale sotto casa» ha aggiunto. E anche la Regione Sardegna, con l'assessore della Sanità, Mario Nieddu, si è espressa in Conferenza delle Regioni perché il coprifuoco sia spostato oltre le 22. «L'orario non può coincidere con quello di chiusura dei ristoranti - ha detto l'esponente della Giunta Solinas -. Il coprifuoco fissato alle 22 costringerebbe le persone ad abbandonare i locali in largo anticipo e i ristoratori avrebbero tempi strettissimi per il servizio. L'aumento dei casi in Sardegna durante la zona bianca, periodo in cui abbiamo spostato in avanti l'orario del coprifuoco, non è sicuramente imputabile alle attività di ristorazione. Dobbiamo ripartire in sicurezza, ma dobbiamo farlo con criterio». 

Ultimo aggiornamento: 19:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA