Gioielliere sparò e uccise due rapinatori: condannato a 13 anni. La moglie chiede la grazia a Mattarella

Il gioielliere siciliano Guido Gianni ha incontrato Matteo Salvini in carcere. Anche Susanna Ceccardi invita a firmare la petizione

Sparò e uccise due rapinatori, il gioielliere condannato a 13 anni: la moglie chiede la grazia a Mattarella
Sparò e uccise due rapinatori, il gioielliere condannato a 13 anni: la moglie chiede la grazia a Mattarella
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Lunedì 20 Giugno 2022, 12:25 - Ultimo aggiornamento: 21 Giugno, 10:24

Sparò e uccise due rapinatori che avevano assaltato la sua gioielleria e aggredito lui e la moglie. Per i giudici, però, la sua non fu legittima difesa ed è per questo che Guido Gianni è stato condannato a 13 anni di carcere.

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Guido Gianni, la moglie chiede la grazia a Mattarella

L'episodio risale al febbraio 2008, quando tre rapinatori assaltarono la gioielleria di Guido Gianni a Nicolosi (Catania). I tre aggredirono il gioielliere e sua moglie, Maria Angela Distefano. Per difendersi, Guido Gianni sparò a due dei tre rapinatori, uccidendoli. Le perizie balistiche, però, accertarono che il gioielliere aveva sparato alle spalle dei due banditi, ed è per questo che i giudici non avevano riconosciuto la legittima difesa. Ora, la moglie ha lanciato una petizione su Change.org per chiedere la concessione della grazia da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. «Quel giorno tre rapinatori, armati e con il passamontagna, mi avevano percosso, strappato i capelli, poggiato una pistola sul cuore, minacciando di ucciderci tutti e devastando il negozio. Mentre fuori rimanevano altri rapinatori, appartenenti alla criminalità organizzata. Guido ha difeso me, la sua vita, quella di un cliente e la nostra attività commerciale, ritengo che non possa pagare per la malvagità dei suoi assalitori» - scrive Maria Angela Distefano - «Guido è un marito e padre modello, dedito alla famiglia e ligio al dovere. Non merita di stare in carcere, quel luogo non gli appartiene. Mio marito è un artista a cui piace creare, non distruggere. LA DIFESA E' SEMPRE LEGITTIMA! Chiedo che il Presidente della Repubblica Italiana gli conceda la grazia per consentirgli di tornare subito alla sua famiglia». La petizione, rivolta anche alla ministra della Giustizia Marta Cartabia, è ad un passo dal raggiungere l'obiettivo prefissato, quello delle 10mila firme.

Guido Gianni, Salvini: «Difesa sempre legittima»

Una petizione rilanciata con forza dalla Lega. Il segretario, Matteo Salvini, giovedì scorso ha incontrato Guido Gianni nel carcere dell'Ucciardone, a Palermo, dove il gioielliere è detenuto. «Condannato a 12 anni, dopo una vita di lavoro, per aver reagito ad una rapina a mano armata, difendendo la moglie dall’assalto dei rapinatori. Follia. La difesa è sempre legittima», ha scritto Salvini. Ma c'è anche Susanna Ceccardi, europarlamentare leghista, ex sindaca di Cascina ed ex candidata alla presidenza della Regione Toscana, a sostenere la battaglia di Guido Gianni e di sua moglie.

Guido Gianni, Ceccardi: «La vittima scambiata per carnefice»

«L'incredibile vicenda giudiziaria di Guido Gianni non può ritenersi conclusa con la sua ingiusta condanna. Chi ha a cuore il tema della sicurezza, per sé, per i propri cari, firmi la petizione lanciata dalla moglie Maria Angela Distefano. Ciò che capitò in quella gioielleria, può purtroppo capitare a chiunque» - il commento di Susanna Ceccardi - «Non è possibile scambiare la vittima per il carnefice. E ci sono casi, come questo, che parlano da soli: quelli di Graziano Stacchio, Giovanni Petrali, Daniele Ferretti, Fredy Pacini. Tutti onesti lavoratori che hanno reagito mentre subivano una rapina, per legittima difesa. Ma, a differenza loro, quel diritto non è stato riconosciuto a Guido».

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