Giorgia Meloni a Skuola.net: «Su trasporti, scuola e sanità errori tragici. Meglio spendere per mezzi pubblici che per banchi a rotelle»

Lunedì 19 Ottobre 2020
Giorgia Meloni: «Su trasporti, scuola e sanità errori tragici. Meglio spendere per mezzi pubblici che per banchi a rotelle»

“È grave che il Governo anche adesso stia procedendo un po' a tentoni, nonostante tutti sapessero che ci sarebbe stata una seconda ondata”. Giorgia Meloni commenta così il nuovo Dpcm varato dal premier Conte per tamponare il ritorno dell'emergenza Covid; una delle prime occasioni per farlo è l'intervista web che la leader di Fratelli d'Italia ha rilasciato al portale Skuola.net, durante la quale ha parlato soprattutto dei temi che interessano di più gli studenti. A tal proposito sottolinea come l’Esecutivo, a suo modo di vedere, non si sia “concentrato sulle questioni importanti”, facendo “un sacco di cose assolutamente secondarie quando invece su temi centrali, come i trasporti, la scuola, la sanità ci sono stati degli errori tragici”. Anche se la stessa Meloni riconosce che era un compito “non facile per nessuno”.

Affrontando la questione in questo modo, prosegue, “i Dpcm diventano buoni solo per i meme su internet e si rischia di togliere serietà e credibilità al problema. Troppe risposte che sono state date non hanno senso. Questo Governo ha preso a inserire nelle leggi delle parole che non hanno nessun significato giuridicamente certo (come i concetti di festa, affetti stabili, ecc.). Così diventa discrezionale l’applicazione della norma. E i cittadini non sono più uguali di fronte alla legge. Si crea un precedente pericolosissimo. Di questa roba qui i Dpcm di Conte sono pieni. Se si mettono delle prescrizioni a cui è impossibile adeguarsi non si può poi scaricare la responsabilità sui cittadini che non riescono a farlo”.

Una seconda ondata che, secondo Meloni, andrebbe invece gestita in modo differente: “Sul Covid – spiega - abbiamo imparato due cose: primo non c'è immunizzazione, al limite è solo temporanea. Questo vuol dire che finché non arriva un vaccino dobbiamo conviverci per anni. Continuare a ragionare con gli schemi adottati a marzo, con il lockdown, le chiusure per settori, i divieti non credo abbia molto senso”. Inoltre, prosegue, “la gran parte dei positivi è asintomatica mentre i soggetti più a rischio sono in determinate fasce della società: avrebbe molto più senso, anziché tentare di frenare il contagio in tutta la popolazione, mettere in sicurezza quei soggetti sui quali il virus impatta di più; proteggendo gli anziani, potenziando l'assistenza domiciliare, ecc”.

Parlando agli studenti non poteva mancare un bilancio di quanto sta facendo il Governo sulla scuola. Pur apprezzando il fatto che, con l'ultimo provvedimento, gli istituti siano stati lasciati aperti la leader di Fratelli d'Italia pensa che anche questa questione non sia stata gestita in modo corretto: “Sapevamo che la seconda ondata sarebbe arrivata a scuole

riaperte. Penso che in questi mesi si poteva fare una serie di cose che non sono state fatte. Abbiamo un ministro che ha concentrato tutte le sue energie sui banchi a rotelle quando, invece, si poteva lavorare sui termoscanner, sulle tensostrutture, coinvolgendo i privati per individuare strutture alternative”.

Altra grande questione è il trasporto: “Non puoi – sottolinea Meloni - porti il problema della capienza massima dei ristoranti quando i mezzi pubblici sono stipati al massimo. Si potevano utilizzare i soldi spesi per i banchi a rotelle per potenziare il trasporto pubblico, anche qui si potevano coinvolgere i privati, si potevano differenziare gli ingressi. Solo oggi vengono a parlare dello scaglionamento orario quando finora si sono occupati di tutt'altro”.

Ma, ragionando a posteriori, tra le domande che i ragazzi gli hanno voluto rivolgere ce n'è una ricorrente: come avrebbe gestito lei l'emergenza se fosse stata presidente del Consiglio?. “L'errore è stato all'inizio – ricorda – perché il Governo ha di fatto deliberato lo stato d'emergenza il 31 gennaio, quindi sapevano che c'era un problema. Ma poi per tutto il mese di febbraio non è stato fatto nulla. Questo è strano. A metà febbraio ancora mandavamo in Cina tonnellate di mascherine, di presidi medici, di respiratori. Anche sul lockdown, mi sarei mossa in anticipo e, probabilmente, sarebbe stato più breve. Noi l'abbiamo proposto almeno dieci giorni prima”.

Ora, però, bisogna guardare avanti. In arrivo ci sono i soldi del Recovery Fund per ricostruire i danni che la pandemia sta procurando all'Italia. Ma la Meloni inviata alla cautela: “Immagino che le risorse arriveranno ma dobbiamo dirci la verità: il Recovery fund non sarà la soluzione a tutti i nostri problemi; la maggior parte dei soldi sono debiti che il nostro Paese sta contraendo, da restituire con gli interessi. Debiti che verranno pagati dalle nuove generazioni. Inoltre, questi soldi, non arriveranno tutti insieme una parte ora e una parte nei prossimi sette anni”.

E a chi le chiede se, visti anche gli ultimi risultati elettorali, stia puntando forte alla guida del centro-destra risponde: “Il tema della leadership non mi interessa, appassiona di più i giornalisti. Io penso che i leader debbano fare del loro meglio per essere credibili, per essere concreti e per mettersi a disposizione della nazione. È la ragione per la quale in questa fase, benché penso che questo governo prima vada a casa meglio è, noi abbiamo fatto la nostra parte per tentare di dare una mano, anche se non siamo stati molto ascoltati”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA