Gioele e Viviana, il pm: «Tragitto accertato, anche da pochi resti si possono capire molte cose»

Giovedì 20 Agosto 2020
Viviana e Gioele, il pm: «Tragitto accertato, anche da pochi resti si possono capire molte cose»

Dopo il ritrovamento dei resti che, quasi certamente, appartengono al piccolo Gioele, si continua a indagare su quanto accaduto a Caronia. Il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, che si sta occupando del caso, è ottimista sull'esito delle indagini: «Abbiamo ricostruito con certezza il tragitto di Viviana Parisi dalla propria casa fino all'autostrada, abbiamo pochi resti ossei ma non dobbiamo disperare».

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Il pubblico ministero che si occupa del caso ha ringraziato i volontari intervenuti nelle ricerche e in particolare l'ex carabiniere che ha scoperto i resti di Gioele: «Devo ringraziarlo, è una persona fantastica. Non solo ha svolto quest'opera di ricerca per trovare il corpo, ma poi nonostante fosse stanco e grondante di sudore è rimasto altre 4 ore con noi. L'ho visto personalmente strisciare sotto passaggi alti 30 centimetri tra i rovi e ci ha indicato un altro posto dove potevano essere altri resti che abbiano rinvenuto». Pur non commentando direttamente le polemiche sulle ricerche di Viviana e Gioele, il pm Angelo Cavallo ha spiegato: «Già nei giorni precedenti eravamo stati contattati dai familiari che ci avevano chiesto la possibilità di poter fare delle ricerche volontarie. Noi abbiamo dato subito una disponibilità di massima perché eravamo convinti che le ricerche si dovessero concentrare in quel posto. Più persone erano presenti maggiori era la possibilità di trovarlo. A noi interessava il risultato»..

«Il tragitto fatto da Viviana Parisi e dal figlio Gioele, il 3 agosto scorso, da casa al momento dell'incidente, sulla A20, riteniamo che sia stato tutto accertato. Abbiamo trovato i biglietti dei caselli autostradali, delle immagini in cui la signora usciva di casa col bambino in perfetta salute, le immagini di Sant'Agata di Militello che ci dicono che il bambino era vivo dentro l'auto con la madre» - spiega ancora il procuratore di Patti - «Riteniamo con buona approssimazione che l'uscita dall'autostrada fosse dovuta alla necessità di fare carburante perché in auto c'era poca benzina. E sono attendibili i testimoni che vedono madre e figlio erano insieme e vivi dopo l'incidente stradale sulla Palermo-Messina».

Le indagini ora dovranno chiarire le cause della morte di Viviana Parisi e del figlio di quattro anni. Il pm Angelo Cavallo ha dichiarato in merito: «Mi auguro di tutto cuore che dai resti di Gioele si possano capire molte cose, non dobbiamo disperare. A volte anche da pochi resti si possono capire molte cose e per questo ci avvaleremo di altre professionalità».

Ultimo aggiornamento: 18:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA