Viviana e Gioele, trovati altri resti umani e le scarpette blu. «Trecento metri tra dove c'era il bimbo e il traliccio»

Giovedì 20 Agosto 2020

Viviana e Gioele. È stata fissata per domani l'autopsia sul corpo del piccolo Gioele, i cui resti sono stati ritrovati ieri mattina nei boschi di Caronia (Messina) dopo settimane di ricerche. Gli inquirenti dicono che si tratta del bambino scomparso lo scorso 3 agosto «con quasi assoluta certezze», perché sarebbero stati riconosciuti alcuni indumenti del bimbo. A fare l'autopsia sarà Elvira Spagnolo, lo stesso medico legale che ha eseguito l'esame sulla madre del bambino, Viviana Parisi.



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È stato previsto per oggi il prelievo del Dna per Daniele Mondello, il papà di Gioele, per comparare i dati con il corpicino del bambino «dell'età di Gioele, tra i 3 e i 4 anni» trovato ieri mattina nei boschi di Caronia (Messina). Gli investigatori ritengono che si tratti del bambino ma per avere la certezza assoluta serve il Dna del padre. Non solo, il padre dovrà anche riconoscere i resti di indumenti trovati sempre ieri a un centinaio di metri dal tronco del bambino e un paio di scarpette. Se ne occuperà la Polizia giudiziaria. 

Intanto nella zona sono stati trovati altri resti umani. Utilizzando le motoseghe sono stati disboscati diverse zone a poche centinaia di metri dal luogo in cui un carabiniere in pensione, volontario, ha trovato alcuni resti del bimbo. 

Tra gli indumenti trovati ieri vicino ai resti di un bambino di circa 4 anni, compatibili con l'età di Gioele, c'erano anche un paio di scarpette blu, il colore che la mamma, la dj Viviana Parisi, aveva scelto per lui. La notizia, riportata da alcuni quotidiani, è stata confermata da ambienti giudiziari. Oggi, insieme ad altri indumenti trovati tra i rovi della campagna di Caronia, saranno mostrati per il riconoscimento al padre del bambino e marito della donna, Daniele Mondello. Sull'uomo sarà eseguito anche un prelievo per permettere un esame comparativo tra il suo Dna e quello dei resti del bambino.

La Procura: «Oggi il primo passo da fare è quello di valutare i luoghi dove sono stati ritrovati i vari resti che purtroppo erano sparsi». Lo ha detto il procuratore di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo arrivando in Procura. «Si devono valutare i possibili tragitti della signora, del bambino, dei terzi, di animali, oggi c'è questo lavoro iniziale le da fare. Dalla zona dove abbiamo rinvenuto i resti, percorrendo 50-60 metri di boscaglia, si arriva ad un sentiero che potrebbe essere collegato al traliccio, ma è un'area con vegetazione fitta. Trai due luoghi in linea d'aria c'è una distanza di circa 300 metri». 

Ultimo aggiornamento: 17:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA