Gas Italia, Russia taglia forniture del 15%. Ieri colpita la Germania che accusa: «Decisione politica»

Ieri il prezzo del gas europeo è salito a 98,5 euro al megawattora, dopo aver superato quota 100 euro

Gas Italia, Russia taglia forniture del 15%. Ieri colpita la Germania che accusa: «Decisione politica»
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Mercoledì 15 Giugno 2022, 15:41 - Ultimo aggiornamento: 19:40

La notizia della chiusura del rubinetto del gas russo alla Germania era arrivata ieri come un macigno. Ora tocca anche all'Italia: oggi il taglio sarà del 15%.  

La stretta, dunque, coinvolge anche l'Italia. Lo annuncia Eni«Eni ha ricevuto comunicazione di una limitata riduzione dei flussi dal proprio fornitore russo relativamente all'approvvigionamento gas verso l'Italia. Eni continuerà a monitorare l'evoluzione della situazione e comunicherà eventuali aggiornamenti». Lo si legge sulla piattaforma di infomazioni privilegiate (pip) per il monitoraggio Remit del Gestore dei mercati energetici. Un portavoce Eni , interpellato dall'ANSA, «conferma che Gazprom ha comunicato una limitata riduzione delle forniture di gas per la giornata di oggi, pari a circa il 15%. Le ragioni della diminuzione non sono state al momento notificate».

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Germania già colpita ieri - La riduzione per la Germania è consistente: - 40%. L’azienda energetica russa Gazprom ieri ha annunciato che ridurrà del 40% il gas che ogni giorno invia alla Germania attraverso il gasdotto Nord Stream 1. Motivo? A causa delle sanzioni alla Russia, Gazprom non può riparare le attrezzature e fare manutenzione. I mercati hanno reagito immediatamente: il prezzo del gas in Europa ha subito un rialzo repentino, è salito a 98,5 euro al megawattora, dopo aver superato quota 100 euro. 

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Per il vicecancelliere Robert Habeck è una decisione politica della Russia. In altri termini: una punizione e una reazione alle sanzioni occidentali«Anche io ho l'impressione che quella di ieri sia una decisione politica e non una decisione tecnica», ha detto il vicecancelliere Habeck, rispondendo a una domanda a Berlino sulla riduzione delle consegne del gas attraverso Nord Stream 1. A un giornalista che chiedeva se a suo giudizio l'annuncio di Gazprom sia un avvertimento in vista della visita di Scholz, Draghi e Macron a Kiev, Habeck ha risposto: «Bisognerebbe guardare nella testa di Putin, e per fortuna io non ho questa capacità. Può essere un caso, o ci possono essere altre ragioni, ma questa è mera speculazione». Ieri il colosso russo del gas ha affermato che la riduzione fosse dovuta ai ritardi di consegna di una turbina riparata da Siemens e bloccata in Canada a causa delle sanzioni. Secondo Habeck, l'annuncio di ieri si può invece inquadrare nella serie di misure prese da Mosca, come la riduzione del gas destinato alla Polonia e alla Bulgaria.

«Non abbiamo problemi di approvvigionamento in Germania», ha detto Habeck. «Gli effetti vanno aspettati», ha aggiunto. «Ai rifornitori è sempre riuscito finora a reperire il gas da altre fonti», ha anche affermato il ministro dell'economia e del Clima.

Fabbisogno europeo

L'Europa ha bisogno di gas metano: servono 399 miliardi di metri cubi l'anno. I Paesi più "affamati" di gas sono la Germania, l'Italia e l'Olanda. L'Italia ha un fabbisogno di circa 71 miliardi di metri cubi l'anno. Il 45% delle importazioni di gas in Italia vengono dalla Russia.

«In relazione alle notizie di una riduzione di forniture di gas russo, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani comunica che l'andamento dei flussi di gas è costantemente monitorato in collaborazione con gli operatori e che al momento non si riscontrano criticità». Lo rende noto l'ufficio stampa del ministro. 

Anche la Commissione europea ha fatto sapere che non ci sono allarmi al momento. 

«Non c'è alcuna indicazione al momento di rischi sulle forniture energetiche». Lo ha detto Tim McPhie, portavoce della Commissione Ue, rispondendo ad una domanda sui possibili effetti delle riduzioni di gas annunciate da Gazprom ieri sul Nord Stream 1 e oggi sui flussi diretti a Eni. Rispetto agli stoccaggi di gas «sono oltre il 50%, oggi a circa il 52-53%, che è anche sopra al punto al quale eravamo l'anno scorso in questo momento», ha aggiunto poi.

Quindi per l'inverno «i preparativi sono in corso, questo monitoraggio molto attento è in corso e c'è uno sforzo molto più ampio su cui stiamo lavorando per diversificare e cambiare la nostre forniture e fonti di energia». Dopo le forniture ridotte ieri da Gazprom alla Germania «continuiamo a monitorare la questione molto attentamente e rimaniamo in contatto con le autorità tedesche», ha aggiunto, «serve solo a ribadire» l'importanza del piano Repower Eu.

Alternative europee

Mentre arriva la notizia sulla riduzione del gas in Europa, la presidente Ursula von der Leyen  annuncia forniture alternative di gas liquefatto. «In mattinata abbia firmato un memorandum d'intesa sulla fornitura di gas naturale da Israele all'Egitto», dove avverrà la sua «liquefazione» e il successivo «trasporto all'Unione europea», ha precisato von der Leyen al Cairo nella conferenza stampa congiunta con il capo di Stato egiziano Abdel Fattah al Sisi. «Si tratta di un grande passo in avanti per la fornitura di energia all'Europa ma anche per l'Egitto nel diventare un hub energetico regionale», ha aggiunto von der Leyen. 

Sanzioni al gas? No, dice il commissario Paolo Gentiloni

«Per il momento non abbiamo sul tavolo una discussione su ulteriori misure» contro la Russia riguardanti le importazioni di «gas». Lo sottolinea il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, intervistato in collegamento con un convegno organizzato da Politico.eu a Bruxelles.

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