Ex Ilva di Taranto, Cosimo Massaro morto cadendo in mare da una gru: in sette a processo

Anche la società ArcelorMittal, ora proprietaria dello stabilimento, finirà a processo

Giovedì 28 Aprile 2022
Sono sette le persone che saranno processate a seguito della morte di Cosimo Massaro, che nel 2019 cadde da una gru nell'ex Ilva di Taranto

Rinviate a giudizio sette persone (tra dirigenti, ex dirigenti e capi area) dello stabilimento siderurgico ex Ilva di Taranto. Contro di loro, le accusa di cooperazione in omicidio colposo e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro in relazione all'incidente sul lavoro che il 10 luglio 2019 in cui è morto Cosimo Massaro, di 40 anni.

 

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Anche la società ArcelorMittal finirà a processo imputata ai sensi della legge 231 del 2000 che disciplina la responsabilità amministrativa delle imprese
L'operaio stava manovrando una gru DM5 dalla cabina di guida quando il macchinario si è spezzato al transito di una tromba d'aria, cadendo in mare nell'area del quarto sporgente del porto in uso al Siderurgico. Il corpo venne recuperato dopo tre giorni dai sommozzatori. Lo stesso giorno altre due gru erano collassate, ma i due lavoratori che le manovravano riuscirono a lanciarsi in tempo sulla banchina, riportando comunque ferite.

Davanti ai giudici sono finiti l'allora direttore dello stabilimento siderurgico, Stefan Michel Van Campe; Vincenzo De Gioia e Carmelo Lucca, all'epoca capo divisione e capo area; i capi reparto Giuseppe Dinoi, Mauro Guitto e Andrea Dinoi; e il capoturno Teodoro Zezza. 

Secondo l'accusa, gli imputati non avrebbero adottato adeguate misure per prevenire l'incidente, risparmiando sui costi della sicurezza e di conseguenza consentendo all'azienda un ingiusto profitto. Contestato, dunque, dai pubblici ministeri Raffaele Graziano e Filomena Di Tursi, la mancata adozione di un piano di evacuazione dalle gru, alcune delle quali non erano provviste del sistema di trattenuta, le cosiddette tenaglie anti-uragano.

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