Epatite sconosciuta, un altro caso: colpita una bimba di 15 mesi

I medici rassicurano: "Dimessa dall'ospedale, sta bene e viene seguita a casa"

Epatite sconosciuta, un altro caso a Pescara: colpita una bimba di 15 mesi
Epatite sconosciuta, un altro caso a Pescara: colpita una bimba di 15 mesi
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Martedì 26 Aprile 2022, 19:08

Una bimba di 15 mesi affetta da «epatite sconosciuta». La piccola, come comunica la Asl, è stata ricoverata nel reparto di Pediatria medica dell’ospedale di Pescara «per febbre e flogosi delle alte vie aeree» ma - fanno sapere i medici «sta bene, è stata dimessa, ed è seguita ambulatorialmente per verificare la normalizzazione dei valori di transaminasi».

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La Asl spiega che «sono stati riscontrati valori elevati di transaminasi, senza, al momento alcun segno di insufficienza funzionale del fegato. Sono stati indagati i marcatori dell’epatite virale tipo A- B-C-D-E, tutti negativi. In conformità con le indicazioni del ministero della Salute, il caso, con valori di transaminasi oltre 500 U/L, negatività dei marcatori per virus epatite conosciuti, ricade nella definizione di caso confermato di 'epatite acuta ad etiologia sconosciuta in età pediatrica' e pertanto è stato portato all'attenzione delle autorità sanitarie».

La bambina, «pur essendo stata esposta al potenziale contagio da Coronavirus da parte del genitore, oggi positivo, non mostra segni diretti di questa infezione. Da sottolineare, invece, il reperto di positività per infezione da Adenovirus, patogeno comune anche nella età pediatrica, tradizionalmente non responsabile di quadri clinici di epatite, ma al momento sotto indagine per la sua apparente correlazione con numerosi casi di epatite da causa sconosciuta». 

Grazie alla collaborazione con il Laboratorio di Microbiologia, diretto da Paolo Fazii, sono in corso ricerche più approfondite sul ceppo di Adenovirus riscontrato nella bambina, allo scopo di scoprire sue eventuali peculiarità che possano chiarire la ipotetica correlazione con l‘epatite in corso.

«Al momento non esistono motivi di allarme per questi casi di epatite di origine sconosciuta nei bambini nel nostro territorio», commentano il direttore della Pediatria, Maurizio Aricò, e il direttore generale Vincenzo Ciamponi.

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