Regionali in Liguria, Toscana, Veneto, Marche, Campania, Puglia e Valle d'Aosta. L'incognita degli elettori positivi al Covid

Giovedì 17 Settembre 2020 di Mario Fabbroni
elezioni regionali 2020_covid

Mai come stavolta la frase “lotta all’utimo voto” appare appropriata: perché nelle 7 regioni dove le urne si apriranno il 20 e il 21 settembre (ore 7-23 domenica e 7-15 lunedì) per rinnovare i Consigli regionali, conquisteranno la poltrona più importante i candidati a Governatore che prendono e un voto in più degli altri, tranne in Toscana, dove è previsto un ballottaggio se nessuno ottiene almeno il 40%. 
Non a caso gli osservatori e i principali leader politici individuano proprio nella Toscana la terra che potrebbe sancire la “vittoria” oppure la “sconfitta” di un centrosinistra che finora - nelle precedenti edizioni delle elezioni regionali avvenute dopo il 4 marzo 2018 - ha invece dovuto ingoiare batoste brucianti nei confronti di un centrodestra che si presenta sempre unito. 

La Toscana, dove l’uscente Rossi (Pd) ha esaurito i suoi mandati, dirà infatti se l’avanzata della Destra sarà confermata oppure se la mossa di Matteo Renzi di presentare la lista di Italia Viva e la divisione tra Pd e M5s avranno conseguenze. la scheda elettorale sarà rosa in Liguria, arancione in Puglia, in Toscana e nelle Marche per distinguersi da quella referendaria. Gli italiani in quarantena Covid voteranno a casa se comunicato al Comune di residenza almeno 5 giorni prima. Incognita per i positivi dell’ultim’ora: come si farà? 

Ma quali sono le regole elettorali regione per regione? Eccole, nelle schede curate da Enrico Chillè, Simone Pierini e Domenico Zurlo

LIGURIA - Si vota con un sistema a turno unico: viene eletto governatore il candidato che riesce a ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari. Per poter accedere alla ripartizione dei seggi, una lista provinciale deve superare la soglia di sbarramento del 3% salvo non sia collegata a una lista regionale che è riuscita a ottenere il 5%. Due le preferenze: una per il Governatore e una per una lista. Il presidente uscente è Giovanni Toti di “Cambiamo!” (Centrodestra), lo sfidante principale Sansa.

TOSCANA - Si vota con il Toscanellum che prevede un eventuale ballottaggio nel caso in cui nessuno dei candidati ottenga al primo turno almeno il 40% dei voti. Tre le soglie di sbarramento per accedere alla ripartizione dei seggi: il 10% per le coalizioni di partito, il 3% per le liste all’interno delle coalizioni e il 5% per le liste non coalizzate. L’elettore può esprimere due preferenze: una per il presidente della Regione e una per una lista. Il presidente uscente è Enrico Rossi, che ha terminato i suoi mandati.

VENETO - In Veneto i candidati sono nove, supportati da 17 liste, ma i principali contendenti sono quattro: Luca Zaia (cdx, uscente), Arturo Lorenzoni (csx), Enrico Cappelletti (M5S) e Daniela Sbrollini (Italia Viva). Turno unico, con soglia di sbarramento è al 5% per le coalizioni e al 3% per le singole liste e premio di maggioranza (60% dei seggi con più del 40% dei voti validi e 55% se la coalizione ottiene meno del 40%). Possibili il voto disgiunto e le doppie preferenze (obbligatoriamente un uomo e una donna).

MARCHE - Otto candidati presidente e 18 liste, la lotta è tra Francesco Acquaroli (cdx), Maurizio Mangialardi (csx) e Gian Mario Mercorelli (M5S). Il voto è regolato così: turno unico, soglia di sbarramento al 5% per le coalizioni (tranne se un gruppo di liste abbia preso almeno il 3%) e premio di maggioranza (16 seggi tra il 34 e il 37%, 17 tra il 37 e il 40% e 18 oltre il 40%). Prevista la doppia preferenza di genere (un uomo e una donna, pena l’annullamento della seconda preferenza) ma non il voto disgiunto. Gli eletti saranno 30 più il Governatore.

CAMPANIA - Il sistema elettorale prevede un proporzionale a turno unico: 50 consiglieri, eletti su base provinciale con una soglia di sbarramento al 3%, a meno che non siano in una coalizione che ottenga almeno il 10%. È previsto un premio di maggioranza del 60%. Gli elettori possono ricorrere al voto disgiunto, ovvero al candidato presidente e ad una lista collegata al candidato concorrente: per i consiglieri è possibile esprimere fino a due preferenze di diverso genere. Si ripropone la sfida tra De Luca e Caldoro. 

PUGLIA - Proporzionale a turno unico con premio di maggioranza variabile. Su 50 consiglieri, il candidato vincente può esprimerne 27 (se ottiene meno del 35%), 28 (se ottiene tra il 35 e il 40%) o 29 (se supera il 40%). La soglia di sbarramento per le coalizioni o le liste che si presentano da sole è all’8%, che diventa 4% per le liste che fanno parte di una coalizione. È possibile ricorrere al voto disgiunto ed esprimere fino a due preferenze di diverso genere. L’uscente Emiliano (Pd) viene sfidato da Fitto (FdI).

VALLE D'AOSTA - La Val d’Aosta è l’unica regione in cui non è prevista l’elezione diretta del governatore ma solo dei consiglieri regionali, che successivamente eleggono il presidente con una votazione interna. Il consiglio è formato da 35 membri, eletti con sistema proporzionale a turno unico con doppia soglia di sbarramento: alla lista o alla coalizione che consegue almeno il 42% va un premio di maggioranza pari a 21 seggi. L’elettore barra una delle 12 liste in corsa oppure scrive da uno a tre nomi di candidati consiglieri.

Ultimo aggiornamento: 08:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA