Elezioni, tra centrodestra e centrosinistra ancora un pareggio in attesa del ballottaggi. Brugnaro riconquista subito Venezia, Trento e Mantova vanno al Pd

Mercoledì 23 Settembre 2020 di Mario Fabbroni
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Dopo le Regioni, anche la sfida nelle città finisce sostanzialmente in pareggio. Solo i ballottaggi, tra due settimane, diranno davvero chi ha vinto. 
Di sicuro in Veneto (dopo lo Zaia-boom) brilla anche la stella del sindaco Brugnaro, che conquista la riconferma al primo tentativo stroncando le speranze del centrosinistra. Come lui, nei comuni capoluogo che hanno votato domenica e lunedì, ci sono altri trionfatori immediati. Il centrosinistra passa al primo turno a Trento con Ianeselli e a Mantova con il plebiscito in favore di Palazzi, il centrodestra risponde con la poltrona di sindaco di Macerata conquistata da Parcaroli. Anche Trani ha un nuovo sindaco: Bottaro del centrosinistra. Trionfo per Calcinaro (Liste civiche) che a Fermo ha schiantato Interlenghi (centrosinistra) con preferenze quasi con 5 volte superiori. 



Bolzano va al ballottaggio ma il sindaco uscente Renzo Caramaschi è fiducioso di poter replicare la giunta Svp-centrosinistra. Importante anche il risultato di Falcomatà a Reggio Calabria, che è in testa rispetto al candidato Minicuci (centrodestra): sarà ballottaggio. Hanno bisogno del secondo round pure gli elettori di Andria (la Bruno del centrosinistra se la vedrà con il pentastellato Coratella), Arezzo (dove Ginelli del centrodestra ha solo sfiorato la proclamazione diretta, distanziando di 12 punti lo sfidante Ralli del centrosinistra), Chieti (destra avanti di 9 punti), Crotone (pure qui avanti il candidato di centrodestra), Lecco (centrodestra quasi al 49% con Ciresa ma Gattinoni del centrosinistra incalza a 7 punti di distanza), Matera (sarà sfida tra Sassone del centrodestra e Bennardi dei 5Stelle). 

La nuova mappa dell’Italia post-voto, in attesa comunque dei ballottaggi, vede il centrodestra in vantaggio sul centrosinistra nella conta dei capoluoghi, dove il Movimento 5Stelle conta in tutto - e indipendentemente dall’ultima consultazione elettorale - 8 sindaci (Virginia Raggi a Roma, Chiara Appendino a Torino, Roberto Gravina a Campobasso, Paola Massidda a Carbonia e Roberto Gambino a Caltanissetta). Centrodestra e centrosinistra si distribuiscono equamente le amministrazioni dei capoluoghi di regione, mentre in quelli di provincia il centrodestra ha un vantaggio di una decina di sindaci. 
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