Nuovo Dpcm, Piemonte e Calabria contestano i dati. Ma Campania, Liguria, Veneto e Toscana rischiano di passare da gialle a arancioni

Venerdì 6 Novembre 2020 di Alessandra Severini
Nuovo Dpcm, Piemonte e Calabria contestano i dati. Ma Campania, Liguria, Veneto e Toscana rischiano di passare da gialle a arancioni

Non ci stanno a dover chiudere tutto. Da oggi entra in vigore il dpcm che divide l’Italia in tre parti, con limitazioni più o meno stringenti. Una scelta aspramente contestata dalle Regioni giudicate zona rossa. Il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, lamenta la «mancanza di un metodo di valutazione oggettivo per tutti». «Impugneremo il provvedimento», fa sapere dalla Calabria il presidente facente funzioni Nino Spirlì per il quale «la nostra regione non merita un isolamento che rischia di essere fatale».

 


Le Regioni mettono sotto accusa le regole di valutazione che definiscono difficilmente decifrabili, ma anche da parte delle amministrazioni locali ci sono ritardi nella comunicazione dei dati e difficoltà a raccoglierli. Calabria e Val D’Aosta, per esempio, non sono in grado al momento di garantire una raccolta esaustiva dei dati. La Campania (ma non solo) ritarda nel notificarli.

 


Anche il leader della Lega Matteo Salvini torna ad attaccare a testa bassa l’esecutivo ma le contestazioni non smuovono il governo: le scelte - dicono - sono basate su «su elementi scientifici e oggettivi». A rispondere alle Regioni ci pensa il ministro della Salute, Roberto Speranza: «È davvero surreale che alcuni governatori, anziché assumersi la loro parte di responsabilità, facciano finta di ignorare la gravità dei dati che riguardano i loro territori». 
PERICOLO. Domani arriveranno i nuovi dati e alcune regioni da gialle rischiano di diventare arancioni: sono Campania, Liguria, Veneto e Toscana.

 


 

CAOS TRA BANCHI. La mancanza di dialogo fra amministrazione centrale e locale è evidente nel caso scuole. L’effetto combinato dell’ultimo dpcm e delle ordinanze regionali, porterà da oggi quattro milioni di alunni (quasi la metà dell’intera popolazione scolastica composta da circa 8 milioni di studenti) per almeno un mese lontano dai banchi di scuola. Gli studenti delle scuole superiori di tutto il territorio nazionale parteciperanno alle lezioni da remoto da casa, com’era successo nel marzo scorso. Nelle zone rosse anche quelli delle seconde e terze classi delle medie. Poi ci sono i provvedimenti più restrittivi adottati da Campania e Puglia. I due governatori, De Luca e Emiliano, non vogliono ritirare le ordinanze di sospensione della didattica in presenza per tutte le scuole.
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Ultimo aggiornamento: 16:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA