Disabili sequestrati e torturati, altri tre arresti e un divieto di avvicinamento: provarono a comprare il silenzio delle vittime

Lunedì 28 Giugno 2021
Disabili sequestrati e torturati, altri tre arresti e un divieto di avvicinamento: provarono a comprare il silenzio delle vittime

Altri tre arresti e anche un divieto di avvicinamento sono stati disposti nell'ambito delle indagini sul sequestro e sulle torture ai danni di alcuni disabili, che venivano maltrattati in strada, di fronte all'indifferenza generale. È accaduto a Licata (Agrigento), dove nei mesi scorsi erano già scattati cinque diversi fermi.

 

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Gli episodi risalgono allo scorso anno e le indagini avevano inizialmente portato al fermo di tre uomini nel mese di gennaio e, tre mesi più tardi, anche a quello di due quattordicenni. I carabinieri hanno continuato ad analizzare i video presenti sugli smartphone degli aguzzini, che rapivano disabili e li sottoponevano a lunghe torture per divertimento. Le vittime venivano infatti caricate di peso, legate a terra o a sedie e poltrone e poi torturate.

 

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Il gip del tribunale di Agrigento ha firmato quattro nuove misure cautelari: tre persone sono state arrestate, mentre per una 27enne, sorella di uno dei fermati, è scattato il divieto di avvicinamento alle vittime. La donna, infatti, avrebbe provato a intralciare le indagini comprando il silenzio delle vittime: ad uno dei disabili torturati aveva offerto dai 50 ai 100 euro affinché ritrattasse quanto dichiarato, in fase di incidente probatorio, al giudice.

 

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Le nuove indagini dei carabinieri hanno permesso di ricostruire anche un episodio inedito di violenza: un disabile che stava camminando in strada, in una giornata di pioggia, era stato avvicinato da due dei nuovi arrestati, che si trovavano in auto. Uno dei due aveva quindi aggredito il disabile alle spalle, trascinandolo fino all'auto e sbattendogli la testa per tre volte tra le portiere, prima di allontanarsi sghignazzando.

 

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Uno dei nuovi episodi accertati con le ultime indagini è stato attribuito a uno degli uomini arrestati nello scorso gennaio. Un altro, invece, dopo il fermo era stato posto agli arresti domiciliari col braccialetto elettronico ma, approfittando dell'autorizzazione ad uscire per una visita medica, si era recato in casa di una delle vittime per minacciarlo e costringerlo a ritrattare. Il terzo arrestato, invece, è un uomo che era già stato indagato e denunciato a piede libero.

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