Treviso, tre detenuti evasi dal carcere calandosi con le lenzuola: solo uno è riuscito a fuggire

Treviso, tre detenuti evasi dal carcere calandosi con le lenzuola: solo uno è riuscito a fuggire
Treviso, tre detenuti evasi dal carcere calandosi con le lenzuola: solo uno è riuscito a fuggire
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Giovedì 9 Giugno 2022, 18:43

Sono evasi dal carcere di Santa Bona a Treviso utilizzando il più classico dei piani di fuga: hanno tagliato le sbarre della finestra della cella ed hanno utilizzato le lenzuola come scala per uscire dal penitenziaro dove erano rinchiusi. Ma al contrario di quello che si vede nei film dove i detenuti riescono a far perdere le loro tracce, in questo caso dei tre detunti albanesi che hanno messo in atto la rocambolesca evasione soltanto uno è riuscito ad allontanarsi e a seminare le forze dell'ordine. Gli altri due sono stati bloccati subito dopo essersi calati con le lenzuola e ricondotti in cella. 

 
 
 

 

I dentenuti si sono calati con le lenzuola

Il fuggiasco, di 27 anni, era finito in carcere su mandato d'arresto europeo, per tentato omicidio, rapina, detenzione di materiale esplosivo e altri reati connessi al traffico di stupefacenti, tutti commessi fuori dall'Italia, racconta Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. L'evasione è stata messa in atto all'alba di oggi e ai tre denuti sembrava un piano perfetto. Invece due di loro dopo avere assaporato un po' di aria di libertà sono stati bloccati dalla Polizia penitenziaria e riportati in carcere.

Il Sappe: «Personale e sicurezza ai minimi storici»

«Quel che è successo è di inaudita gravità - denuncia il segretariodel Sappe, Donato Capece - ed è la conseguenza dello scellerato smantellamento delle politiche di sicurezza delle carceri. Il sistema penitenziario, per adulti e minori, si sta sgretolando ogni giorno di più. Il Sappe denuncia da tempo che la sicurezza interna delle carceri è stata annientata da provvedimenti scellerati come la vigilanza dinamica e il regime aperto, l'aver tolto le sentinelle della Polizia Penitenziaria di sorveglianza dalle mura di cinta delle carceri, la mancanza in organico di poliziotti penitenziari, il mancato finanziamento per i servizi anti intrusione e anti scavalcamento».

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