Decreto rilancio, la promessa di Conte: «Questa volta i soldi arrivano subito agli italiani»

Giovedì 14 Maggio 2020 di Alessandra Severini

Dopo continui rinvii e molteplici tensioni il Decreto rilancio è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Un provvedimento «cospicuo», l’aggettivo più ripetuto ieri sera dal premier Conte nella diretta tv: 55 miliardi di euro, praticamente il doppio di una manovra economica, per «accompagnare l’economia verso una pronta ripartenza».

I PROVVEDIMENTI
Nel maxi provvedimento ci sono gli aiuti alle famiglie e ai lavoratori per 25,6 miliardi. Promette «erogazioni più spedite» e «procedure più semplici», il premier, conscio dei ritardi soprattutto per la cassa integrazione in deroga. Stessa promessa che fa a professionisti e autonomi a cui andranno 600 euro, «subito questa volta» perché «conosciamo già chi li deve avere» e poi una seconda tranche fino a 1000 euro. Gli aiuti alle imprese valgono quasi 16 miliardi.

A cominciare dalla cancellazione della rata Irap di giugno per le imprese fino a 250 milioni di euro di ricavi, che dovrebbe fare risparmiare a quasi 2 milioni di imprese almeno 4 miliardi di euro. Per le pmi ci sono poi i contributi a fondo perduto e il credito d’imposta sui canoni d’affitto, i bonus per le ristrutturazioni per il settore edilizio, la cancellazione dell’Imu per le strutture turistiche, l’occupazione suolo pubblico senza tasse per bar e ristoranti.

E ancora fondi per i disabili, oltre 3 miliardi per la sanità e quasi 1,5 miliardi per la scuola con 16mila nuovi posti per insegnanti di ruolo da settembre. Più soldi anche alla ricerca e all’università, e indennità di 600 euro per i lavoratori dello spettacolo. Nonostante i dubbi di una parte del M5s c’è anche la regolarizzazione per 6 mesi di braccianti agricoli, colf o badanti. Un risultato che commuove la ministra Bellanova che bracciante lo è stata: «Per la mia storia è un punto fondamentale. Da oggi gli invisibili saranno meno invisibili».

ECOBONUS: ristrutturazioni rimborsate al 110%. Dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 i lavori di riqualificazione energetica e di miglioramento sismico degli edifici beneficeranno di un bonus al 110%. L’agevolazione sarà fruibile come detrazione fiscale oppure come sconto in fattura con cessione del credito all’impresa che ha realizzato i lavori o a banche o ad altri intermediari finanziari. La condizione per usufruirne è che i lavori migliorino la prestazione dell’edificio di almeno due classi energetiche e che tale miglioramento sia dimostrato dall’Attestato di Prestazione Energetica (Ape).

VACANZE: credito di 500 euro per servizi in Italia. Credito di 500 euro per ogni nucleo familiare (300 euro per i nuclei di due persone e di 150 per i single) da usare per il pagamento di servizi offerti sul territorio italiano dalle imprese turistico ricettive, b&b e agriturismi. Il bonus è riconosciuto solo a famiglie con Isee non superiore a 40.000 euro ed è utilizzabile dal 1° luglio al 31 dicembre. Il credito è fruibile per l’80% sotto forma di sconto (rimborsato poi al fornitore come credito d’imposta) e per 20% come detrazione di imposta. Le spese devono essere sostenute in un’unica soluzione e senza l’intermediazione di piattaforme telematiche.

BABYSITTER: l’assegno raddoppia da 600 a 1200 euro. Il bonus babysitter di 600 euro già previsto dal decreto Italia viene portato a 1.200 euro e può andare a coprire anche le spese per i centri estivi e i servizi integrativi all’infanzia (per il personale sanitario e le forze dell’ordine il bonus è di 2000 euro). Spetta ai lavoratori dipendenti del settore privato, ai lavoratori iscritti alla Gestione separata e ai lavoratori autonomi con figli di età inferiore ai 12 anni. Va richiesto all’Inps per via telematica. In alternativa possono essere richiesti i congedi parentali coperti dal 50 percento della retribuzione.

PRESIDI SANITARI: azzerata l’Iva sulle mascherine. Azzeramento dell’Iva per le mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, ma anche per tutti i dispositivi di protezione individuale considerati indispensabili per il contrasto dell’epidemia (guanti in lattice, vinile o nitrile, disinfettanti per le mani, visiere protettive). Oggi l’Iva sui dpi è al 22%. C’è anche la possibilità di portare in detrazione i costi sostenuti per tali spese nella dichiarazione dei redditi 2021. L’Iva sarà azzerata fino a dicembre 2020, e nel 2021 verrà applicata un’aliquota del 5%. Una stima del Politecnico di Torino prevede che per la Fase 2 serviranno 1 miliardo di mascherine al mese.

TASSE: cartelle esattoriali sospese fino al 31 agosto. I pagamenti previsti al 31 maggio della rottamazione ter e del saldo e stralcio delle cartelle in scadenza al 28 febbraio e al 31 marzo 2020 possono essere effettuati entro il 10 dicembre 2020. I pagamenti delle cartelle esattoriali sono invece sospesi fino al 31 agosto. Novità anche per i controlli fiscali: per evitare di bersagliare i contribuenti il Fisco emetterà gli atti entro il prossimo 31 dicembre, ma la notifica al contribuente avverrà nel 2021 (esclusi gli atti indifferibili e urgenti, come le contestazioni di frodi fiscali).

REDDITO DI EMERGENZA: tra i 400 e gli 800 euro in due tranche. Spetta solo a chi non percepisce altri sussidi, ha un reddito Isee inferiore a 15mila euro, un patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10mila euro, accresciuto di 5mila euro per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 20mila euro e la residenza in Italia. Le domande vanno presentate all’Inps entro giugno, anche attraverso Caf e patronati. Oscilla da 400 a 800 euro a seconda del nucleo familiare e sarà erogato in due tranche. Previste verifiche per accertare la sussistenza dei requisiti.

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