Cinema e teatri pieni al 100%, le discoteche fino alla metà

Venerdì 8 Ottobre 2021 di Alessandra Severini

Il governo viene incontro alle richieste di esercenti e forze politiche e aumenta le capienze consentite in cinema, teatri, stadi e discoteche. Il decreto sulle riaperture, approvato dal Consiglio dei ministri, supera le indicazioni del Comitato tecnico scientifico che, più prudente, aveva indicato percentuali più basse. Via libera dunque alla piena occupazione dei posti nei cinema e nei teatri e riapertura delle discoteche dopo mesi di stop. Naturalmente le regole valgono per le zone bianche e non è escluso che, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei siti e degli eventi, possano essere stabilite diverse percentuali massime di capienza consentita. Le nuove regole entreranno in vigore dall’11 ottobre.

CINEMA E TEATRI. Per cinema e teatri e concerti sarà ammessa l’occupazione di tutti i posti disponibili, senza più l’obbligo di rispettare il distanziamento di un metro tra gli spettatori. Rimarrà l’obbligo di indossare la mascherina e di presentare il green pass.

MUSEI. Nelle strutture museali è stato eliminato l’obbligo di distanza interpersonale di un metro.

EVENTI SPORTIVI. Gli impianti al chiuso come i palazzetti saranno riempiti al 60% mentre quelli all’aperto, come gli stadi, potranno essere occupati per il 75%.

DISCOTECHE. Il settore che più ha subito le conseguenze delle chiusure imposte dalla pandemia tira finalmente un sospiro di sollievo. Per discoteche e locali da ballo la capienza sarà del 50% al chiuso e del 75% all’aperto. Dal calcolo delle capienze al chiuso per le discoteche saranno esclusi i dipendenti dei locali. I locali dovranno essere muniti di impianti di aerazione senza ricircolo dell’aria. Soddisfatte le forze politiche che chiedevano maggiore flessibilità. In particolare, Draghi è venuto incontro alle richieste di Lega e Movimento 5 stelle di allargare le maglie sulle capienze. I ministri del Carroccio hanno votato il decreto che è passato all’unanimità, siglando evidentemente una tregua col governo dopo la frattura sulla riforma fiscale.

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