Dante meglio di una fiction. Serianni: «La Divina Commedia più attuale delle serie tv»

Giovedì 25 Marzo 2021 di Lorena Loiacono
Dante meglio di una fiction. Serianni: «La Divina Commedia più attuale delle serie tv»

Un Dantedì speciale, oggi, che celebra il settimo centenario della morte del Sommo Poeta. L’autore più letto, probabilmente, su cui sembra essere stato detto proprio tutto. 

 

Professore Luca Serianni, è davvero così?
«Assolutamente no. Possiamo tranquillamente dire che quest’anno dantesco ha superato il rischio di saturazione che poteva esserci. Ci sono state iniziative e approfondimenti bellissimi da parte degli insegnanti, anche nelle classi di scuola elementare».

 

 


Come si riesce a far avvicinare un ragazzino a Dante?
«Innanzitutto privilegiando la lettura dell’Inferno, che ha un appeal più immediato sui giovani rispetto all’idea di beatitudine del Paradiso».

 


I personaggi più attraenti?
«Ugolino e Ruggieri, direi. Anche il 22esimo canto, con la rissa tra diavoli, potrebbe attrarre i più giovani perché ci sono elementi che oggi potrebbero essere definiti splatter. Un aspetto interessante per un bambino o per un adolescente. Oppure i temi più attuali».

 


Quali sono?
«Mi giocherei questi temi nella scuola superiore, non prima: tutti i mali per Dante derivano dalla avarizia, dalla cupidigia, simboleggiata dalla Lupa che impedisce di proseguire il cammino. È la peste dei rapporti umani, preferire l’arricchimento personale rispetto al valore sociale, e non può non venire in mente parlando di fenomeni globali come il surriscaldamento».


I ragazzi sono abituati alle serie tv, ritroveranno lo stesso ritmo in Dante?
«Anche la Divina Commedia ha una struttura molto lunga e articolata, ma ha un inizio e una fine ben chiari a differenza delle serie tv. Per riuscire ad appassionare i ragazzi basta il docente giusto».

 


Qual è quello giusto?
«Quello che sa leggere Dante, marcando il dialogo e la parte espositiva come un attore. Un appassionato sa come fare».

 


Settecento anni sono tanti, si sentono?
«Sì, ci sono molti elementi che ci separano da Dante. In 7 secoli la società è profondamente mutata anche nei valori: l’omicidio ad esempio, compreso tra agli atti violenti, è meno grave del furto, che rientra nella frode. La dice lunga sulla facilità con cui si uccideva nel Medioevo».

 

CELEBRAZIONI

Sono centinaia gli eventi che celebreranno il Dantedì in Italia nei musei, teatri, biblioteche e archivi: il 25 marzo, per gli studiosi, è il giorno di inizio del viaggio del Poeta della Divina Commedia. Le Soprintendenze archivistiche e agli Archivi di Stato hanno in programma 54 eventi, grazie alla ricca documentazione conservata. Questa sera, in diretta mondiale Rai, Roberto Benigni dal Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, leggerà il XXV Canto del Paradiso nel Salone dei Corazzieri. Più tardi, il documentario “Dante e il potere” con una lezione del professor Alessandro Barbero dal Complesso monumentale di Santa Croce, a Firenze, a un passo dalla statua del Sommo Poeta.

 

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