Daniela Molinari, la donna malata che aveva chiesto aiuto alla madre biologica, cerca il padre: «Ti prego aiutami»

La donna ha bisogno anche della mappatura del DNA paterno per la cura sperimentale a cui si sta sottoponendo

Daniela Molinari
Daniela Molinari
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Giovedì 9 Giugno 2022, 17:32 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 10:37

Daniela Molinari lancia un altro appello. La donna che rischia di morire a causa di un raro e aggressivo tumore, dopo aver chiesto alla mamam biologica di aiutarla ora si rivolge al padre. Daniela è figlia di uno stupro, per questo fu data in adozione, ma quando ha scoperto di essere malata ha chiesto alla donna che l'aveva messa a mondo di sottoporsi a una mappatura genetica che avrebbe potuto salvarle la vita.

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Inizialmente la madre biologica si è negata, poi ha accettato, pur chiedendo di non incontrare Daniela. Purtroppo però per la Molinari non c'è stata la svolta sperata e la malattia continua ad aggravarsi. La donna, che vorrebbe potersi sottoporre a una cura sperimentale, ha bisogno anche del DNA paterno, per questo si è rivolta a Chi l'ha Visto lanciando un secondo disperato appello a suo padre.

Grazie ad una ricerca da lei stessa condotta è arrivata ad individuare un parente che vive sul lago di Como. In quell'area ha individuato un fratellastro o forse un cugino, così è riuscita a risalire al padre di cui oggi chiede un campione di DNA, o suo, o di una delle sue figlie. «Se lei è davvero mio padre, una provetta del suo sangue può perfezionare la mia cura. Sono solo malata, non voglio disturbare né lei né la sua famiglia», specifica Daniela.

All'inizio del mese, dopo una lunga assenza, Daniela aveva dato notizie di sé alle persone che, ormai da mesi, seguono la sua storia sui social: «Vengo da un ricovero ospedaliero che mi ha molto peggiorato la situazione. Ho subito un intervento chirurgico piuttosto fastidioso ma non è nemmeno quello che mi fa stare male, è la situazione generale che mi porta a faticare a parlare, a respirare, a riprendermi in ogni mia funzione. Ogni volta è più dura, nonostante io non voglia mollare».

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