Covid, la variante inglese già presente in 70 Paesi, la sudafricana in 31. Rezza: «L'Italia deve adeguarsi»

Mercoledì 27 Gennaio 2021
Covid, la variante inglese già presente in 70 Paesi, la sudafricana in 31. Rezza: «L'Italia deve adeguarsi»

La variante del Covid-19 individuata per la prima volta in Gran Bretagna è stata rilevata finora in 70 Paesi, 10 in più nell'ultima settimana. Lo ha reso noto l'Oms nel suo ultimo aggiornamento epidemiologico. La variante sudafricana è presente in almeno 31 Paesi, 8 in più in una settimana. Ancora un'altra variante, scoperta in Brasile, si è diffusa in 8 Paesi

 

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VARIANTE INGLESE MORTALITA'

 

L'Oms rimane cauta riguardo agli indizi che la variante inglese del Covid possa essere più mortale, come evocato dal governo di Londra. «I risultati sono preliminari e sono necessarie ulteriori analisi per corroborare queste conclusioni», ha spiegato l'organismo Onu nel suo rapporto sulla pandemia. Il 22 gennaio il primo ministro britannico Boris Johnson ha annunciato che la variante britannica sembrava essere più mortale. Ma gli scienziati hanno rilevato che i dati secondo cui tale variante sarebbe più mortale del 30-40% sono limitati

 

Nel frattempo in Italia è nato il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, che permetterà di seguire l'evoluzione del coronavirus e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione. L'iniziativa è stata presentata nella conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute. «Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perchè dal mondo animale arriveranno altre pandemie. Non possiamo perdere questa occasione», ha affermato il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù. 

 

VARIANTE INGLESE IN ITALIA

 

Il Paese «si deve adeguare: deve avere una capacità di fuoco maggiore di sequenziare il virus SarsCov2, a fronte delle sue varianti, e capacita di monitoraggio anche ai fini di misure di contenimento». Lo ha affermato il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza alla presentazione del Consorzio per lo studio genetico di SarsCov2. «Già l'8 gennaio il ministero della Salute ha emanato una circolare e l'Istituto superiore di sanità ha iniziato la sorveglianza delle varianti di SarsCov2: ora - ha aggiunto - sta per essere emanata una nuova circolare che dovrebbe dare dettagli maggiori sul da farsi». 

 

«Ci troviamo in un momento particolare della pandemia: nel momento in cui iniziamo ad avere i vaccini, allo stesso tempo - ha rilevato Rezza - abbiamo delle varianti di SarsCov2 che destano una certa preoccupazione». Innanzitutto la variante inglese, ha spiegato, «che preoccupa per l'aumentata sua trasmissibilità. C'è qualche indizio su una aumentata letalità ma su questo mancano dati certi, ma la buona notizia è che i vaccini sembrano efficaci». Anche per la variante sudafricana, ha aggiunto, «sembra esserci una maggiore trasmissibilità ma i vaccini sembrano efficaci». Quella che preoccupa di più, ha avvertito Rezza, «è però la variante brasiliana, sulla quale esiste ancora il dubbio in merito all'efficacia dei vaccini». C'è dunque una «certa preoccupazione», ha detto, Ed è «importante avere un sistema di sorveglianza e allerta sulla circolazione delle varianti».

 

Questo è appunto l'obiettivo del nuovo Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione di SARS-CoV-2 e per il monitoraggio della risposta immunitaria alla vaccinazione, presentato oggi. L'iniziativa vede il patrocinio della Società Italiana di Virologia che si farà parte attiva per riunire le competenze virologiche cliniche, di base, veterinarie e bioinformatiche presenti in Italia. Il Consorzio nasce nell'ambito del Tavolo Tecnico per la sorveglianza viro-immunologica di infezioni emergenti, istituito al Ministero della Salute lo scorso 19 gennaio su input del vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri e con il coordinamento e la supervisione dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS). 

Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 08:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA