Covid e dati falsi in Sicilia, l'assessore intercettato: «Spalmiamo i morti». L'audio choc per evitare la zona rossa

Martedì 30 Marzo 2021
Covid e dati falsi in Sicilia, l'assessore Razza: «Spalmiamo i morti». L'audio choc per evitare la zona rossa

Sono 7 gli indagati nell'inchiesta sui presunti dati falsi sulla pandemia di Covid in Sicilia: secondo gli inquirenti avrebbero alterato i dati destinati all'Iss modificando il numero dei positivi, dei tamponi e dei decessi, per condizionare i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del virus. Tra gli indagati c'è anche l'assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza (accusato di falsità materiale ed ideologica), che poco fa ha rassegnato le sue dimissioni al presidente della Regione Musumeci.

 

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Gli altri indagati sono la dirigente generale del Dasoe Maria Letizia Di Liberti, Mario Palermo , Direttore del Servizio 4 del DASOE; Salvatore Cusimano, dipendente della Regione Siciliana, Emilio Madonia, dipendente della Società «Pricewaterhousecoopers Public Sector srl» , che gestisce il sistema informatico dei flussi dei dati dell'assessorato, Giuseppe Rappa e Roberto Gambino, dipendenti dell'Asp di Palermo.

 

Le intercettazioni: «Spalmiamo i morti»

 

«Spalmiamoli un poco…» Così l'assessore alla Salute Ruggero Razza diceva alla dirigente regionale Di Liberti che avrebbe dovuto comunicare i dati dei decessi per Covid in Sicilia all'Istituto Superiore di Sanità. «I deceduti glieli devo lasciare o glieli spalmo?», chiede lei non sapendo di essere intercettata. «Ma sono veri?», chiede Razza. «Si, solo che sono di 3 giorni fa», risponde. E Razza dà l'ok: «spalmiamoli un poco». La dirigente prosegue: «ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok. Mentre quelli del San Marco, i 6 sono veri e pure gli altri 5 sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa 5! E questi 6 al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri 5 del giorno prima, in pratica. Va bene?» «Ok», risponde l'assessore Razza.

 

L'audio choc di La Rocca a novembre

 

«Non sento c... perché oggi faranno le valutazioni (dal ministero) e in funzione dei posti letto in terapia intensiva decideranno in quale fascia la Sicilia risiede». Sono le parole del direttore generale del dipartimento Salute Mario La Rocca in un messaggio audio Whatsapp del 4 novembre, giorno nel quale la Sicilia diventava zona arancione, con il rischio di diventare rossa inserito nella chat di lavoro dei funzionari che si occupano di inserire i dati ufficiali necessari a elaborare molti dei parametri che decidono il «colore» delle varie Regioni. Quel messaggio audio, che non è collegato all'indagine che ha portato agli arresti di oggi nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla Procura di Trapani, il 21 novembre venne pubblicato dal quotidiano 'La Sicilia' e suscitò polemiche. In quei giorni c'era incertezza sui numeri delle terapie intensive realmente disponibili.

 

Nella chat La Rocca con toni perentori incalzava: «Appena stasera ci chiudono, ognuno sarà responsabile di quello che la Sicilia subirà in termini di restrizioni». Si scatenarono le polemiche da più parti e il ministero della Salute decise l'invio di personale tecnico e carabinieri del Nas in Sicilia per fare luce sulla vicenda dei numeri. «Ero incavolato, dicevo ai manager di ospedali e Asp che dovevano applicare il piano della Regione destinando posti letto ai malati Covid ma non lo facevano - precisò dopo Mario La Rocca - non avevano gli attributi per imporsi su alcuni medici: perché ci sono medici che si stanno sacrificando dando l'anima in questa emergenza e ci sono quelli che invece non vogliono occuparsi di questi malati per poter continuare a gestire pazienti in intramoenia».

 

 

Rezza intercettato: «Abbiamo sottovalutato...»

 

«Letizia è inutile che facciamo stare in piedi sacchi vuoti... c'è stata una gravissima sottovalutazione e il dato finale di questa sottovalutazione di questa gravissima sottovalutazione è scritto in quegli indicatori, poi secondo me sono sbagliati perché mettono sullo stesso piano indicazioni diverse, però come avrai visto ci sono dei dati dove noi comunichiamo zero! ... E chissà da quanto! ». Così l'assessore regionale alla Sanità siciliana Ruggero Razza parlava, non sapendo di essere intercettato, con la dirigente regionale Letizia Di Liberti dei dati sulla pandemia comunicati all'Iss. L'intercettazione è agli atti dell'indagine. La conversazione telefonica è del novembre scorso dopo la decisione del Governo di mettere la Sicilia in «zona arancione».

 

Nella telefonata l'assessore si dice amareggiato, deluso - scrive il gip - «per non essere riusciti ad assicurare la buona gestione dell'emergenza sanitaria». «Razza - spiega il giudice - riferisce che il 90% della situazione creatasi è attribuibile alla loro piena responsabilità, ma la Di Liberti sostiene che i dati sono quelli estrapolati dalle piattaforme informatiche, al che l'assessore le fa notare, con rammarico, che nessuno lo ha mai informato della grave criticità emersa, a suo dire, da un raffronto dei dati della Regione Siciliana con quelli comunicati dalle altre Regioni». Razza, inoltre, facendo riferimento agli indicatori alla base del calcolo dell'indice RT, dice alla dirigente di aver constatato anche il mancato allineamento dei dati contenuti nelle piattaforme della Protezione Civile con quelli dell'ISS. 

Ultimo aggiornamento: 13:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA