Covid scuola, maturità 2022 ancora incerta. Sasso: «Auspico al ritorno della prova scritta»

Abolizione della prova scritta agli esami di maturità? Scelta autolesionista

Domenica 5 Dicembre 2021
Ancora incerta la modalità in cui si svolgerà la maturità 2022. In merito, interviene il sottosegretario all'istruzione Sasso

Maturità 2022: come sarà? Ad intervenire in merito è il sottosegretario all'Istruzione Rossano Sasso, che auspica «fortemente a un ritorno alla prova scritta». In un post su Facebook di poche ore fa, Sasso ha scritto:«Auspico fortemente che ci sia un ritorno alla normalità e alla serietà di una prova scritta che manca da due anni, e la cui assenza penalizza proprio gli studenti. Al serio e probabile rischio di essere impopolare tra gli studenti e tra parenti e figli di amici, reagisco con quello che ritengo debba essere il denominatore comune di chi educa: pensare a ciò che è meglio per il loro bene ed il loro futuro, non ad essergli amico a tutti i costi» ha aggiunto.

 

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«Se ad un timore o alla paura di un figlio un papà o una mamma reagissero assecondando quella paura, non farebbero l'interesse del figlio. Bisogna incoraggiare a vincerla quella paura, impegnandosi e sacrificandosi, rifiutando la facile scorciatoia del disimpegno. Il mondo di domani non ha bisogno di sdraiati, di disimpegnati. Prima il decisore politico, i genitori, gli insegnanti e gli intellettuali lo capiscono, meglio è. La scuola italiana - osserva ancora Sasso - non è nuova al 6 politico o ai 18 presi nelle università occupate, con tutti i disastri che ne sono conseguiti. Accade sempre più di rado che uno studente venga bocciato: ormai il valore catartico dell'insuccesso si è perso a beneficio di una poco pedagogica pacca sulla spalla. Da qualche settimana gira una raccolta di firme on line che sembra essere stata catapultata nel presente direttamente dal 1968: abolizione della prova scritta agli esami di maturità. In pochi giorni decine di migliaia di firme, di commenti e la politica che timidamente pare essersi schierata al fianco degli studenti e di questo loro desiderio. Una scelta autolesionista, sia perché la prova scritta costituisce una occasione in più per farsi mettere un bel voto sia perché priverebbe i ragazzi di una adeguata preparazione, didattica e motivazionale: se so che mi cancellano lo scritto, perché dovrei esercitarmi nello scrivere? Già molti studenti scrivono poco e male, complice anche la digitalizzazione della comunicazione, se poi gli diciamo anche che non ci sarà più la prova scritta allora è la fine», ha concluso.

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