Covid, Cinzia e Francesca morte a pochi giorni di distanza. «Erano no-vax agguerrite»

Le due donne convivevano e non credevano alla pandemia. Il cuore di Cinzia ha smesso di battere la mattina di sabato scorso, mentre quello di Francesca il 22 novembre

Lunedì 6 Dicembre 2021
Cinzia e Francesca muoiono per il Covid a pochi giorni di distanza, l'amico: «Due no-vax agguerrite»

Cinzia e Francesca sono morte a causa del Covid a pochi giorni di distanza l'una dall'altra. Entrambe non erano vaccinate e hanno trascorso gli ultimi giorni di vita in un reparto dell'ospedale Cotugno di Napoli. Le due amiche erano molto legate, convivevano e hanno condiviso l'idea sul vaccino e la malattia. Il cuore di Cinzia, 54 anni, di Castellammare, ha smesso di battere la mattina di sabato scorso, mentre quello di Francesca, 71, si era già fermato il 22 novembre. 

 

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La prima a contagiarsi era stata Francesca, pensionata appassionata di musica e calcio. Cinzia aveva scelto di curarla in casa prima del ricovero e si è contagiata. Le patologie di entrambe hanno peggiorato la situazione. La storia tragica di Cinzia e Francesca è stata raccontata sui social dagli amici di entrambe.

 

«Eravate due no-vax agguerrite, non mettevate nemmeno le mascherine perché non credevate a questa maledetta pandemia - scrive un amico ricordando le due donne -. L’avete preso, vi siete infettate, siete state in gravissime condizioni dal primo minuto». Poi l'appello a vaccinarsi: «Sei andata via prima tu, amica mia Francesca, poi Cinzia ha sofferto e patito per molti giorni più di te. Siete sempre state due persone fantastiche, leali, sincere, oneste, allegre, ospitali, coinvolgenti, ma con due cape toste come le vostre non c’è stato verso. Voglio fare una preghiera a tutti quelli che non credono che il Covid uccide: vaccinatevi, è l’unica arma per difendervi».

 

Il responsabile del reparto di sub intensiva Giuseppe Fiorentino aggiunge, nelle sue dichiarazioni riportate dal quotidiano Il Messaggero«Alcuni anche durante il ricovero provano a sostenere le loro teorie. È disarmante. Abbiamo avuto un paziente che solo dopo il contagio e la morte di un genitore si è ricreduto, ma in ospedale arrivano anche pazienti vaccinati ma che avevano completato il ciclo della doppia dose almeno quattro o cinque mesi fa e quindi la carica immunitaria si era abbassata. Il problema è la confusione generale, che non è legata al grado di istruzione, anzi. Se si tratta di professionisti è ancora più difficile convincerli del contrario ma la momento, sia chiaro, il vaccino è l’unica arma che abbiamo». 

 

Ultimo aggiornamento: 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA