Covid, Andrea Crisanti: «Dati incoraggianti, a luglio potremmo togliere le mascherine. Ecco cosa tenere sotto controllo»

Lunedì 17 Maggio 2021
Andrea Crisanti

Il Professor Andrea Crisanti, ospite di “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone ha parlato delle riaperture e dall’andamento dei contagiati da Covid: “Dati incoraggianti - ha spiegato in collegamento - a luglio potremmo togliere le mascherine. Ecco cosa tenere sotto controllo“.

 

 

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Secondo il professor Andrea Crisanti i dati sul Covid sono comunque positivi: “Sono passate 3 settimane dalla riapertura – ha spiegato in collegamento con “Oggi è un altro giorno” di Serena Bortone - e i dati sono incoraggianti, i contagi non sono aumentati, anche se per avere un’idea chiara bisogna aspettare 4 o 6 settimane. Rispetto all’anno scorso per fortuna c’è la vaccinazione: per il 10% di persone che si immunizzano, l’rt si abbassa del 10%, è una corsa contro il virus per vaccinare più persone possibili. Anche i pazienti guariti contribuiscono alle immunità di gregge: sono circa dieci milioni a cui si aggiungono appunto più di 25 milioni di vaccinati”.

L’addio alle mascherine sembra essere vicino: “Lo scorso anno è successo d’estate, all’aperto verso luglio o agosto sarebbe ragionevole toglierle. Qui in Inghilterra, dove sono ora, non le usa più nessuno”.

Brutte notizie per il vaccino italiano, Reithera, dato che la Corte di Conti ha bloccato il finanziamento per la sua realizzazione: “Il finanziamento iniziale non aveva seguito criteri di trasparenza basati su un bando pubblico, ma una volta che gli hanno promesso i soldi è stato inutile toglierli, è una decisione che crea molta incertezza. Io non sarei comunque così campanilista, il fatto che non abbiamo un vaccino è solo conseguenza del sotto finanziamento alla ricerca italiana negli ultimi quindi anni”.

Durata del vaccino e varianti, secondo Andrea Crisanti, saranno due parametri da tenere sotto controllo per la lotta al Covid: “La variabile sarà la durata del vaccino e le sue varianti. Se il vaccino ha efficacia due o tre anni non c’è problema, se l’immunità dura solo 8 mesi è cosa ben diversa. Comunque siamo in una situazione privilegiata in cui possiamo guardare l’esperienza dell’Inghilterra e di Israele, dove la mortalità si è rigorosamente abbassata”.

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