"Costretta a licenziarmi per pagare ​la casa fantasma con il mio Tfr"

"Costretta a licenziarmi per pagare la casa fantasma con il mio Tfr"
di Denis Barea
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Mercoledì 20 Settembre 2017, 10:22 - Ultimo aggiornamento: 10:41

CONEGLIANO - «Vergognatevi, questa è una vergogna, non vi rendete neppure conto di quello che ci state facendo». Si erano presentati in aula convinti di testimoniare nel processo a carico del costruttore che ha travolto le loro esistenze facendoli risultare beneficiari di finanziamenti bancari che poi, dopo il fallimento dell'impresa edile, si sono visti costretti a restituire a costo di sacrifici duri da affrontare. Ma il collegio giudicante ha deciso di mettere agli atti le loro precedenti deposizioni senza ascoltarli. E in aula è scoppiato il finimondo. «Sì, ho detto vergognatevi - spiega agitata Vincenza Calderone, ex sindacalista - Siamo venuti qui come degli sprovveduti, non ci avevano neppure avvisato che potevamo costituirci come parti civili. Io volevo raccontare la mia storia, non me lo hanno lasciato fare. Ho dovuto licenziarmi e utilizzare il Tfr per chiudere i conti con la banca». In aula il pandemonio è finito con una serie di ammonimenti e l'avviso che proseguendo nelle rimostranze sarebbero incorsi nel reato di oltraggio alla corte. È successo ieri mattina in tribunale a Treviso durante l'udienza del procedimento giudiziario a carico di Roberto Marchitelli, 46enne ex immobiliarista residente in provincia di Gorizia alla sbarra con l'accusa di bancarotta fraudolenta documentale, bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta semplice documentale, bancarotta patrimoniale impropria e truffa in relazione ad alcune operazioni immobiliari risalenti al 2008.

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