Coprifuoco alle 23 o 24, Locatelli dice sì: «Presto via anche le mascherine. Tornare ad abbracciarsi? Non ancora»

Mercoledì 12 Maggio 2021
Coprifuoco alle 23 o 24, Locatelli dice sì: «Presto via le mascherine. Tornare ad abbracciarsi? Non ancora»

Sì al coprifuoco posticipato alle 23 o alle 24: è l'idea di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, ospite stamattina ad Agorà su Raitre. «Premesso che la scelta evidentemente spetta alla politica e premesso che anche i numeri che avremo nella giornata di venerdì certamente serviranno per prendere decisioni compiute, credo che ci sia il margine per uno slittamento dell'orario di restrizione dei movimenti più in là», ha detto Locatelli.

 

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«Poi, se saranno le 23 o le 24, la scelta spetta al governo, ma va vale la pena di ricordare, come ha detto anche il presidente del Consiglio, la stella polare della gradualità e progressività nell'allentamento delle varie misure». Per quanto riguarda l'eventuale riapertura dei ristoranti al chiuso e dei centri commerciali nel fine settimana, «anche queste scelte - ha aggiunto - evidentemente spettano al Governo. È chiaro che più riusciamo a mantenere sotto controllo la situazione» di Covid-19 «più esistono margini per considerare riaperture». 

 

Rispetto all'uso delle mascherine, ha precisato, «meglio continuare a metterle per ora, poi quando arriverà il momento ci emanciperemo anche dalle mascherine». Mentre, ha concluso Locatelli, «potremo tornare a abbracciarci quando avremo percentuali più alte di vaccinati, fino a oggi il 28% della popolazione italiana ha ricevuto almeno una dose, e quando avremo una circolazione più ridotta del virus».

 

«Abbracciarsi? Ancora presto»

 

Se in Uk tornano gli abbracci, in Italia è ancora presto per dare una 'data' secondo Locatelli: «Quando avremo percentuali più alte» di vaccinati contro Covid «di quelle già buone che abbiamo oggi - ricordo che al momento il 28% della popolazione italiana ha ricevuto la prima dose, per fare un paragone con Uk - e quando avremo una circolazione virale ancora più ridotta, allora certamente potremo tornare anche ad abbracciarci», cosa «che indubitabilmente fa parte della nostra socialità e affettività e ne sentiamo tutti la mancanza».

 

Locatelli, anche rispetto a un allentamento sulla mascherina, ha precisato che «c'è un pronunciamento dell'Ecdc», il centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie, che indica questa possibilità col 50% della popolazione vaccinata, «ma altrettanto chiaramente indica che se si è in presenza di soggetti a rischio di sviluppare malattia grave è meglio attenersi al fatto di indossarla. Continuiamo così - ha esortato Locatelli - andiamo avanti in maniera graduale e progressiva. Poi arriverà il momento in cui ci emanciperemo anche dalle mascherine». 

 

«Sconcertano le parole di Pfizer»

 

Locatelli ha poi difeso l'indicazione di allungare i tempi fra prima dose e richiamo per i vaccini a mRna a 42 giorni. Ieri da Pfizer è arrivato l'invito a rispettare invece i tempi dei canonici 21 giorni. «Da medico rispondo in maniera molto chiara: l'intervallo tra la prima e la seconda somministrazione» di vaccino anti-Covid a mRna «prolungato alla sesta settimana, quindi ai 42 giorni, non inficia minimamente l'efficacia dell'immunizzazione e ci permette di riuscire a somministrare molte più dosi di vaccino», ha detto Locatelli.

 

«Capisco che chi lavora nell'industria abbia atteggiamenti molto protettivi rispetto agli studi condotti e questi studi riguardavano principalmente un intervallo di 21 giorni» fra le due dosi, «ma studi della vita reale che si sono andati ad accumulare hanno esattamente indicato quel che dicevo prima e affermazioni come quelle che abbiamo sentito ieri» da Pfizer «rischiano solo di creare sconcerto e credo che sarebbero auspicabilmente evitabili». 

 

Sull'Rt ospedaliero

 

L'Rt ospedaliero «è un indicatore che nel contesto di una popolazione che viene a essere sempre più vaccinata, quindi protetta dal rischio di malattia grave, fornisce un'indicazione chiara su quella che è la pressione sui servizi sanitari». Quello di prenderlo in considerazione per attualizzare gli equilibri fra i parametri adattandoli al nuovo scenario è «un qualcosa di cui peraltro in ambito di Comitato tecnico scientifico si sta già discutendo da qualche settimana», ha detto Locatelli. «È certamente un parametro che può essere utilmente affiancato a quelli esistenti - ha osservato - proprio perché cambia il contesto rispetto al rischio di sviluppare malattia grave. Ricordiamo che oggi abbiamo il 90% degli ultraottantenni che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e il 70-75% della fascia d'età fra i 70-79 anni».

 

Quanto all'andamento dei contagi, ha aggiunto Locatelli, «il bilancio credo che sia positivo, perché il numero di nuovi casi cala ogni giorno, il rapporto fra tamponi positivi e quelli effettuati nella giornata di ieri è stato addirittura inferiore al 3%». Anche «la pressione sui sistemi sanitari è in calo, perché siamo a poco più di 2mila posti letto occupati nelle terapie intensive a fronte dei 3.700 che avevamo registrato il 6 di aprile. Pochi dubbi quindi che gli indicatori migliorano». In questo momento non si vede l'impatto delle riaperture ma «gli effetti delle misure adottate prima per mitigare il più possibile la diffusione del nuovo coronavirus. Questi risultati positivi però - ha ammonito - non ci devono indurre ad abbandonare il senso di responsabilità che deve connotare ognuno di noi. Semmai sono un incentivo per permetterci di procedere nel modo più efficace possibile anche col percorso delle vaccinazioni».

Ultimo aggiornamento: 14:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA